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Il ricordo

Carate, il figlio realizza un murales per la mamma scomparsa

In via Col di Lana da qualche giorno è comparso un singolare dipinto che ha attirato la curiosità dei passanti...

Carate, il figlio realizza un murales per la mamma scomparsa
Attualità Caratese, 26 Ottobre 2022 ore 15:28

A chi capita di percorrere via Col di Lana, nella zona dei Gaggioli a Carate Brianza, non può sfuggire il grande murales apparso da qualche settimana all’interno del giardino al civico 32.
A realizzarlo è stato Amedeo Cedro, in omaggio alla mamma Rita Vitiello scomparsa nel 2020 all’età di 98 anni.

L'opera è in via Col di Lana a Carate

Cedro lo ha disegnato rispolverando quelle semplici tecniche pittoriche appresa a scuola, quando era ancora uno studente.
Ne è uscito però un grande dipinto che riprende la madre intenta a coltivare l’orto di casa, una delle sue più grandi passioni. Quello stesso orto che la sera del 22 ottobre mamma Rita aveva ammirato per l’ultima volta dalla finestra prima di spegnersi per sempre sdraiata sul divano.

Carate
Rita Vitiello

«Il dipinto ricopre integralmente la parete del garage retrostante e mostra mia mamma che coltiva il suo orto. Fino ai primi anni del 2000 mamma ha coltivato intensamente l’orto che si estendeva su tutta la superficie attualmente tenuta a prato. Poi per l’età ha smesso. La sera del 22 ottobre del 2020, sdraiata sul divano, guardando il suo giardino si è addormentata per sempre. Quest’anno il 20 maggio avrebbe compiuto 100 anni e mi è sembrata una cosa bella dipingere un murales che la ricordasse mentre coltivava il suo orto, la sua più grande passione», racconta al giornale il figlio Amedeo.
Proprio al Giornale di Carate, alla quale mamma Rita era particolarmente affezionata, il figlio aveva dedicato una pagina intera in occasione della scomparsa.

Donna di grande dedizione

Originaria di Boscoreale (in provincia di Napoli), mamma Rita era una donna forte e coraggiosa. Con sacrifici e dedizione aveva cresciuto i tre figli (oltre a Amedeo, Antonio e Nadia) nati dal matrimonio con Alfonso Cedro, operaio alle fabbriche Formenti. Nel 1948 la famiglia aveva preso casa in un appartamento dei mugnai che facevano funzionare il Mulino Tagliabue, in fondo a via Tagliamento, nella valle del Lambro. Poi nel 1955 il trasferimento in una casetta popolare in via Col di Lana dove la donna ha vissuto fino alla morte. Grande donatrice avisina, era donna dal cuore grande tanto che, al bisogno, si rendeva disponibile a fare le iniezioni a tutto il quartiere.

Le sue grandi passioni erano la cucina, con una predilezione per pizze e torte e l’orto di casa che iniziava a curare dalle 5 del mattino e dal quale ricavava squisita verdura per la famiglia.
Rastrello e zappa in mano, riordinava con pazienza i filari di insalata, i dolcissimi pomodori e le zucchine. Oggi, è ancora lì, nel suo giardino. Fissata a eterna memoria nel murales che il figlio le ha voluto dedicare come omaggio e che, nelle ultime settimane, è diventato mèta di amici e conoscenti che avevano conosciuto e apprezzato il cuore grande di mamma Rita.

 

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