La situazione

Caso StMicroelectronics, Fiom Cigl: “Servono atti concreti”

Il nuovo appello della sigla sindacale sulla situazione del sito produttivo StMicroelectronics di Agrate

Caso StMicroelectronics, Fiom Cigl: “Servono atti concreti”

Un nuovo appello sulla situazione della StMicroelectronics di Agrate Brianza, questo lanciato attraverso una lunga nota da parte della Fiom Cgil Brianza, che è tornata così a parlare della vicenda legata alla multinazionale dei semiconduttori.

Caso StMicroelectronics, Fiom Cigl: “Servono atti concreti”

La sigla sindacale ha citato l’incontro avvenuto tra l’Assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia Guido Guidesi e il management aziendale prima delle feste. Un’occasione nella quale Guidesi aveva visitato il sito agratese e aveva avuto un confronto anche con una delegazione delle RSU.

“In quella occasione l’Assessore ha sottolineato come il sito di Agrate sia un sito innovativo, nel quale sono presenti tutte le competenze necessarie per fare innovazione, e che per questo meriti un piano industriale all’altezza della situazione. Come Fiom Cgil Brianza accogliamo positivamente queste dichiarazioni di attenzione e di riconoscimento del valore industriale e professionale del sito di Agrate. Tuttavia riteniamo che alle parole debbano ora seguire azioni conseguenti e concrete”.

Fiom Cigl ha successivamente auspicato la convocazione di un tavolo nazionale per presentare il nuovo piano industriale:

“Ci aspettiamo che il Governo, anche alla luce del recente cambio del Board di STMicroelectronics, convochi rapidamente un tavolo nazionale nel quale l’azienda sia chiamata a presentare un nuovo piano industriale, chiaro e credibile, che garantisca sviluppo, investimenti e tutela dell’occupazione per il sito di Agrate e per l’intero perimetro italiano. In questa fase di profonda trasformazione, segnata dal passaggio alle tecnologie a 300 mm (12 pollici) e da un futuro ancora incerto, riteniamo indispensabile posticipare la dismissione della produzione a 200 mm (8 pollici), oggi prevista per la fine del 2026, almeno fino alla fine del 2027. Solo in questo modo è possibile: salvaguardare i livelli occupazionali; evitare il ricorso agli ammortizzatori sociali, che avrebbero un impatto pesante sulle lavoratrici e sui lavoratori; garantire una transizione industriale ordinata e non traumatica”.

“Agrate merita piano industriale all’altezza”

I sindacati hanno poi rimarcato nuovamente la delicatezza della situazione, sollecitando per interventi risolutivi per il futuro del sito della multinazionale:

“Il rischio che vediamo è chiaro: mentre il futuro è tutto da costruire, il presente viene lasciato al suo destino. Questo per noi non è accettabile. La transizione tecnologica deve essere governata, accompagnata e sostenuta, non scaricata sulle spalle di chi oggi manda avanti lo stabilimento con il proprio lavoro e le proprie competenze. Per questo ribadiamo con forza che Agrate merita un piano industriale all’altezza, capace di tenere insieme innovazione, produzione e occupazione”.