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Appalto igiene urbana

Clamoroso, Sangalli fa causa al Comune

La pattumiera a Monza continua a far discutere. E intanto la vicenda finirà in Tribunale

Clamoroso, Sangalli fa causa al Comune
Attualità Monza, 24 Maggio 2022 ore 13:05

La pattumiera a Monza continua ad essere un problema. E’ notizia di questi giorni infatti che l’impresa Sangalli che gestisce il nuovo appalto di igiene urbana ha notificato un ricorso al Tar contro il Comune di Monza nonché nei confronti dell’Autorità di regolazione per Energia, Reti e Ambiente «Arera» chiedendo l’annullamento della delibera di Consiglio comunale del 21 febbraio del 2022 di approvazione del piano finanziario relativo alla gestione del ciclo dei rifiuti urbani per il periodo regolatorio 2022/2025.

Sangalli fa causa al Comune

Motivo del contendere - nello specifico - è l’applicazione da parte del Comune del sistema tariffario «Arera» relativo ai criteri di riconoscimento dei costi efficienti di esercizio e di investimento del servizio integrato dei rifiuti. Dal canto suo il Comune ha deciso di costituirsi nel giudizio perché - come si legge nella delibera che dà mandato all’avvocatura comunale (con relativo impegno di spesa di poco più di 5mila euro in caso di esito favorevole al Municipio) «è ritenuto che l’operato del Comune possa ritenersi corretto e che debbano essere sostenute avanti al giudice amministrativo le ragioni che hanno portato all’approvazione in Consiglio comunale». Un'altra tegola dopo tutte le polemiche che ci sono state all'avvio del nuovo appalto di igiene urbana a Monza che dall'1 marzo ha portato sacco rosso, nuovi orari e modalità di conferimento dei rifiuti, scontentando molti residenti.

Critica l'opposizione

Intanto se Impresa Sangalli e Comune preferiscono non commentare, non esita a lanciare critiche il Partito democratico per bocca del consigliere comunale Marco Pietrobon: «Il metodo di calcolo è complesso ma da qualche anno questo metodo di Arera prevede la collaborazione tra il Comune e la società  e quindi nel nostro caso Sangalli. Mentre gli uffici del Municipio lavorano al Pef dovrebbero ricevere dall’azienda i giustificativi di spesa che quindi sono inizialmente stimati dal Comune e poi confermati dagli input dell’impresa - spiega Pietrobon - Mi sorprende che né in Commissione né in Consiglio nessuno tra assessori e dirigenti abbia espresso possibili criticità su questo aspetto anticipando che ci fosse una discussione aperta. Questa informazione non ci è mai stata data e ora scopriamo che c’è un ricorso del tutto inaspettato. Cosa non ha funzionato? Noi non possiamo che ribadire che per noi è sbagliato il metodo dell'appalto, con il modello della società pubblica come avviene nel resto della Brianza il Comune avrebbe controllato tutti i costi senza rischio di ricorsi».

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