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Da donatore di sangue a ricevente: la storia di un infermiere

"Andate a donare, un semplice gesto che può salvare una vita" l'appello di Filippo D'Aleo.

Da donatore di sangue a ricevente: la storia di un infermiere
Attualità Caratese, 06 Agosto 2021 ore 12:51

"Da donatore a ricevente". Filippo D’Aleo, 46 anni, infermiere al San Gerardo di Monza, si racconta e oggi riscrive un nuovo capitolo della sua vita, bello, ricco di speranze e di gioia.

Donatore Avis

"Sono un testimone vivente del fatto che la donazione di sangue è importante e fondamentale. Quel gesto significa donare la vita e non è così scontato. Chi dona si sta facendo carico, in modo anonimo e concreto, di un gesto per ridare speranza agli altri. Un domani potrebbe toccarti da vicino come è successo a me" ha sottolineato Filippo, 46 anni, originario di Agrigento. Infermiere all’ospedale San Gerardo di Monza, insieme alla moglie Simona Lombardo, è sempre stato in prima fila nel reparto Covid. Poi, a dicembre il biassonese inizia a lottare con tutte le sue forze per combattere contro un nemico invisibile, il Coronavirus. A marzo un’altra doccia fredda e la scoperta di essere malato. Segue il ricovero e la decisione di essere operato. Il 5 maggio entra in sala operatoria, un’operazione lunga e complessa, complicata poi da un’emorragia che richiede sangue.

La malattia

"Ricevo ben dieci sacche di sangue e due di plasma. È stato come un ritorno alla vita, a volte si dà per scontato un qualcosa che non lo è. Il cuore delle persone è grande e il mio appello ora, che non potrò più donare, è quello di andare a donare in modo continuativo. Già a 18 anni, nella mia Agrigento, maturai l’idea di diventare donatore di sangue. L’ho sempre ritenuto un dovere, un gesto semplice che costa poco ma che può essere determinante per altri. Nel tempo ho conosciuto l’Avis e ne sono entrato a far parte. Oggi mi ritrovo dall’altra parte. Paziente e soprattutto ricevente. Il destino a volte è davvero strano. Ma così è la realtà. Che dire? Grazie Avis e a tutti i donatori. Un semplice gesto può salvare la vita. Probabilmente dovrò dire addio alle spillette, ma in compenso un grande sì alla vita».

Il servizio completo è pubblicato sul Giornale di Carate in edicola da oggi, martedì 3 agosto 2021.

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