Il personaggio

Dalle Alpi ai pedali: la bellissima scalata dello chef alla conquista del ciclismo mondiale

Il 25enne arcorese Nicolò Farina, talento cresciuto alla scuola di Gualtiero Marchesi, ha firmato con la squadra femminile dell’Uae

Dalle Alpi ai pedali: la bellissima scalata dello chef alla conquista del  ciclismo mondiale

C’è chi insegue i sogni su due ruote e chi lo fa con un set di coltelli e pentole cercando di preparare il carburante per la vittoria. Nicolò Farina, chef nato e cresciuto ad Arcore ma residente a Monza, classe 2000, a soli 25 anni nelle scorse settimane ha siglato il suo “contratto della vita”: è ufficialmente lo chef dell’Uae Team Adq, squadra professionistica di ciclismo emiratina e controparte femminile del più conosciuto Uae Team Emirates Xrg. Una sfida che trasforma l’alta cucina in supporto atletico di altissimo livello, portando un pezzo di storia culinaria della Brianza nelle cucine mobili delle più grandi gare ciclistiche mondiali.

Un curriculum «stellato» e la palestra svizzera

Il percorso di Nicolò non è frutto del caso, ma di una formazione d’eccellenza. Dopo il diploma all’alberghiero Don Gnocchi e il perfezionamento alla prestigiosa Alma – accademia di alta formazione internazionale sulla cucina italiana, fondata dal maestro Gualtiero Marchesi – Nicolò ha affinato la tecnica nelle cucine di grandi chef del calibro di Giancarlo Morelli, Roberto Conti ed Edoardo Fumagalli.
L’esperienza che lo ha proiettato nel panorama internazionale è stata quella in Engadina – dove ha iniziato a lavorare subito dopo la fine della pandemia, nel 2021 – conclusa dopo un anno come chef di cucina al ristorante «Bo’s Co» di Celerina, vicino a St. Moritz. Lì, a soli 24 anni, ha guidato la sua brigata, dimostrando che la meritocrazia e il talento non hanno età.

“Nuovi stimoli”

“Sono molto soddisfatto per questa scelta che mi da nuovi stimoli nel mio campo professionale – ha dichiarato il giovane, rientrato in Brianza da pochi giorni dalla prima trasferta in Spagna al seguito dell’Uae Team Adq – In realtà avevo deciso di lasciare il ristorante di St. Moritz ancor prima di trovare il nuovo lavoro con la squadra. Avevo bisogno di cambiare e, in un certo senso, di avvicinarmi a casa dopo quattro anni trascorsi in Svizzera. Nel mentre, subito dopo essermi licenziato, mi sono arrivate due proposte per seguire la parte gastronomica di altrettanti team professionistici di ciclismo, una quella che ho accettato e l’altra con una squadra maschile francese molto conosciuta. L’idea mi ha stuzzicato fin da subito. Ho optato per l’Uae Team Adq per via del progetto molto valido che mi è stato proposto, soprattutto per l’impegno costante della squadra nella crescita del movimento ciclistico femminile”.

Il nuovo ruolo: nutrire i sogni (e la pancia) degli atleti

Oggi, dopo un periodo dedicato alla cucina a domicilio e al fine dining, Nicolò ha fatto il salto nel ciclismo professionistico. Come chef ufficiale della squadra, il suo compito è cruciale: occuparsi dell’alimentazione delle atlete durante le gare e i ritiri mettendo in pratica, o meglio, in padella i suggerimenti delle nutrizioniste. Non si tratta solo di cucinare, ma di equilibrare tecnica gastronomica e precisione nutrizionale. Per le cicliste ogni piatto di Nicolò deve essere il mix perfetto tra digeribilità, energia e gusto, trasformando la tradizione italiana in una risorsa strategica per la performance su strada.

“Nel concreto lavorerò fianco a fianco con le nutrizioniste che mi detteranno le linee guida da seguire nella preparazione dei vari piatti, pertanto sarò io il responsabile di tutta la parte gastronomica – ha proseguito lo chef – Sicuramente è molto stimolante perché vorrei sfatare uno dei tanti luoghi comuni in merito all’alimentazione dei professionisti. Tanti pensano che gli atleti e le atlete di alto livello di qualsiasi sport, ciclismo compreso, prima delle gare si dedichino a diete povere come riso bianco, pasta in bianco o petto di pollo. In realtà non è così: oramai ogni aspetto, anche quello gastronomico, è molto curato nei particolari. Io arrivo da un livello di cucina molto più alto, è vero. Però partire con basi più semplici è molto più difficile ma al tempo stesso stimolante”.

Il sogno rimane quello di aprire un ristorante

Nonostante l’adrenalina delle corse e i viaggi internazionali che lo attendono durante la stagione, Nicolò mantiene i piedi per terra e lo sguardo rivolto al futuro. L’obiettivo resta quello dichiarato sin dai suoi esordi: aprire un proprio ristorante.

“Io sono assunto a partita Iva come tutti i miei colleghi – ha concluso lo chef arcorese – Questo mi agevola nel fatto che posso, in parallelo, continuare a lavorare anche su eventi a domicilio attraverso molte conoscenze che ho coltivato in questi anni. L’idea è quella di unire tecnica, stagionalità e quella punta di creatività che ho coltivato in questi anni. Ma sono sicuro che questa nuova esperienza arricchirà il mio curriculum”.

Per ora, la sua cucina viaggia su due ruote, ma il nome di Nicolò Farina è già destinato a restare impresso nell’albo d’oro dei giovani talenti italiani all’estero. Che sia tra le montagne svizzere, nelle metropoli del Medio Oriente o di ritorno nella sua Brianza, la strada di questo giovane talento arcorese sembra essere ormai tutta in discesa… ma di quella che porta direttamente al podio.