Quando è uscita dal salone da parrucchiera aveva 25 centimetri di capelli in meno, ma tanta gioia in più nel cuore, per la consapevolezza di aver compiuto un gesto che allevierà la sofferenza di chi sta vivendo un dramma. La 58enne di MedaMonica Galimberti ha infatti deciso di donare la sua splendida chioma color sale e pepe per aiutare i ragazzi coinvolti nella tragedia di Crans-Montana, in Svizzera, rimasti ustionati dopo l’incendio del noto locale «Le Constellation».
Dona i capelli agli ustionati di Crans-Montana
Lo ha fatto sabato 14 febbraio, giorno di San Valentino, e non poteva scegliere giorno migliore per un gesto d’amore verso il prossimo dal grande significato.
«Ho sempre curato molto i miei lunghissimi capelli, ma non ho mai fatto tinte né trattamenti particolari – spiega – Ricevo parecchi complimenti perché sono belli così, al naturale».
Ma non appena ha saputo del dramma di Capodanno, dentro di lei è scattato qualcosa. Le gravi ustioni riportate dai ragazzi impediscono ai follicoli piliferi di riattivarsi e il rischio è che potrebbero restare per tutta la vita senza capelli: si è quindi innescata una catena di solidarietà.
«Quando ho appreso che dell’iniziativa di donare i capelli ho invitato la mia parrucchiera ad aderire – racconta – E non avevo dubbi, conoscendo il suo animo gentile e disponibile, che avrebbe subito accolto la mia proposta». E infatti Mary Milano, titolare del salone «Memi Hair Spa» in via XX Settembre, ha iniziato a promuovere tra le sue clienti la possibilità di questo taglio speciale, che sa di altruismo e vicinanza a chi soffre.
“Non è come donare denaro, è dare una parte di sé”
La prima ad aderire è stata proprio Galimberti, mossa dal desiderio di rendersi utile in modo concreto:
«E’ qualcosa di diverso dalla semplice donazione, dare dei soldi per fare del bene è forse più semplice. Invece qui si tratta di rinunciare a una parte di te».
A convincerla ulteriormente è stato il coinvolgimento, nella tragedia di Capodanno, di Elsa Rubino, 15enne biellese che ha riportato ustioni sul 60 per cento del corpo:
«E’ la figlia di un amico che frequenta il Golf Club di Barlassina, a volte nei week-end la vedevo lì in compagnia del papà e sapendo quello che sta passando lui, il dolore immenso che sta provando, mi sono sentita di fare qualcosa. Il pensiero è andato a lei e a quelle ragazze che sono nell’età in cui curano molto i capelli, passano il tempo a sistemarli, a lisciarli con la piastra… Ho pensato che in fondo potevo anche rinunciare ai miei».
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Ha tagliato una treccia di 25 centimetri
E così ha preso appuntamento dalla sua parrucchiera, che ha legato i lunghi capelli, per poi intrecciarli, tagliarli e sistemare quelli rimasti.
«Quando ho visto la treccia mi sono commossa, non perché fossi pentita – commenta Galimberti – Ero emozionata perché so che sarà destinata a chi sta combattendo una battaglia durissima. E insieme a me avevano gli occhi lucidi anche Mary e le sue collaboratrici. Nei giorni successivi mi ha fatto uno strano effetto non sentire più i miei capelli lunghi, ma poi ci si abitua».
I capelli sono stati spediti a un’azienda svizzera che realizza parrucche
Una volta imbustati, i capelli vengono spediti all’azienda «Rolph AG» a Kloten, in Svizzera, specializzata nella realizzazione di parrucche naturali destinate ai giovanissimi rimasti feriti.
«E’ un gesto che, come ho fatto io, possono fare in tanti – conclude la medese – E’ importante sensibilizzare su questa iniziativa, perché più persone siamo a donare più possiamo portare un po’ di speranza a chi sta soffrendo».