Una cavalcata lunga ben 27 anni, piena di amore e di accoglienza, che rimarrà nella storia e che ha consentito di ospitare non solo ad Arcore, ma in tutta la Brianza più di 500 bambini provenienti dalla Bielorussia coinvolgendo oltre un centinaio di famiglie.
Purtroppo, però, il Comitato Cernobyl della Brianza, guidato da Milena Tisiot (prima di lei hanno guidato il sodalizio Claudio Vascelli, Giovanna Gattel, Paolo Motta, Roberto Sala e Silvana Ritacco), ha dovuto gettare la spugna.

“Chiudiamo a causa di pandemia e guerre che hanno elevato barriere insormontabili”

“Dopo anni meravigliosi, talvolta impegnativi, ma ricchi di esperienze, abbiamo scelto di portare a conclusione la storia del Comitato, essendo divenuto impossibile praticare l’ospitalità, non per mancanza di volontari, famiglie e sostegno della comunità, ma a causa di pandemie e guerre che hanno elevato barriere difficilmente sormontabili all’uscita dei bambini dalla Bielorussia – ha sottolineato Tisiot – L’incidente della centrale nucleare di Cernobyl non ha procurato solo morte e devastazione, ma ha prodotto anche una contaminazione positiva, quella scaturita dall’accoglienza dei bambini nati nelle zone interessate all’incidente. I petali del fiore della ospitalità hanno arricchito la vita di genitori e figli e la casa, lasciando un profumo che non scorderemo. Dalla sua fondazione il Comitato ha ospitato più di 500 bambini e bambine, coinvolto centinaia di famiglie che hanno aperto le loro case e i loro cuori, a volte con qualche timore, ma con la volontà di accogliere”.
“Grazie”

“Prima di chiudere, volevamo dire un immenso grazie a chi ci ha consentito, con un sostegno che non è mai mancato, di portare avanti il nostro progetto e tutto quello che è venuto dopo quando ospitare non è stato più possibile – ha proseguito la presidente – Grazie ai soci fondatori: senza il loro inizio, non saremmo mai diventati quello che siamo stati. Grazie ai volontari: il Comitato ha potuto esistere grazie all’opera di persone che con la loro presenza sono riusciti a far sentire bene i bambini, anche lontani da casa, lontani dalle famiglie. Volontari che nella quotidianità giocano insieme, aiutano nei momenti di apprendimento, accompagnano in gita e nella vacanza al mare. Volontari che si fanno carico di mille incombenze, che prestano tempo, risorse e tanto altro, sempre con un sorriso”.
Le famiglie che hanno ospitato, risorse importanti
Non poteva mancare un riconoscimento per le famiglie.
“Sono riuscite a creare intorno ai bambini un mondo di affetti, di attenzione e li hanno accompagnati in un viaggio che durava un mese, ma che sarebbe restato nell’anima molto più a lungo, a volte per sempre, perché certi legami non si spezzano con il tempo e la distanza – ha continuato Tisiot – Grazie ai bambini nostri e loro. L’incontro di due mondi lontani non solo geograficamente. Le distanze però si annullavano immediatamente nel momento in cui l’ospite varcava l’ingresso di casa e diventava uno di noi. Lo stare insieme avrebbe aiutato a far crescere la pianta della conoscenza di altri mondi e avrebbe prodotti i frutti della comprensione e della tolleranza. Grazie ai “nostri ragazzi” dell’alternanza scuola-lavoro. Accogliendo con entusiasmo, ma anche con qualche preoccupazione, la proposta di un Istituto scolastico linguistico ci siamo trovati di fronte all’inaspettato. Cinque ragazzi che hanno trasmesso energia vitale, mostrando il valore di un progetto di alternanza scuola-lavoro. Studenti di lingua, per i quali la lingua era una conoscenza facilitatrice, ma che non sarebbe stata di per sé sufficiente per portare avanti con efficacia l’esperienza dell’alternanza, che invece si è rivelata bella, per noi e per loro, mostrando sentimenti e legami forti, nati e cresciuti dentro una storia diventata non più solo nostra, ma anche loro”.
“Grazie anche a chi ci ha donato un’ora del suo tempo”
Un’accoglienza resa possibile con l’aiuto dei sostenitori: non sarebbe stata possibile se l’impegno dei volontari e la disponibilità delle famiglie non fossero stati accompagnati da un diffuso sostegno nella Comunità, in termini economici, attraverso prestazioni professionali e mediche e l’accesso a strutture che rendevano possibile organizzare la giornata ai piccoli ospiti nelle ore in cui le famiglie si recavano al lavoro.
“Lunghissimo è l’elenco di coloro che si sono messi a disposizione per noi: medici, odontoiatri, oculisti, ottici, specialisti sanitari, Amministrazione Comunale, enti pubblici e privati, negozianti ed aziende grandi e piccole, istituti di credito e parrocchie – ha continuato Tisiot – E le famiglie, gli amici, i parenti, e… i conoscenti, chi ci ha donato abiti, giochi, libri, piccoli corsi base di lingua per facilitare gli scambi comunicativi; i volontari della Cea, per tutte le volte che ci hanno accompagnati in montagna; gli oratori che ci hanno ospitato; i numerosi commensali delle nostre cene di solidarietà e gli amici cuochi e le loro compagne per l’aiuto gratuito; coloro che ci hanno donato ricevendo un panettone od una colomba. Infine, grazie a tutti coloro che ci hanno aiutato ad aiutare e che hanno fatto questa strada con noi in questi 27 anni, tutti ma proprio tutti, anche quelli che non sono stati citati, quelli che sono stati con noi per 1 ora, 1 giorno, per una settimana o per anni”.

Non solo ospitalità
Il Comitato ha anche sostenuto, insieme ad altri Comitati, importanti interventi in Bielorussia come il «Progetto Tizzi» che aveva come obiettivo il reinserimento in famiglia dei bambini che vivevano situazioni di abbandono familiare.
“Negli anni in cui non abbiamo ospitato abbiamo destinato le risorse raccolte ad altri progetti – ha continuato Tisiot – Spese mediche e scolastiche dei nostri bimbi in Bielorussia e sostegno economico per garantire loro a fronte dell’impossibilità di ospitarli, periodi di permanenza in strutture in cui si combinavano vacanza e cure mediche; carte prepagate per le famiglie in difficoltà del comune di Arcore; la consegna del libro “Quelle in cielo non erano stelle” donato a circa 120 bambini delle classi 5 dell’istituto comprensivo di Arcore; il sostegno economico al progetto dell’Amministrazione Comunale “Arcore Formato Famiglia”. E poi ancora abbiamo destinato fondi e risorse in Ucraina allo scoppio della guerra, al progetto di Fondazione Soleterre nell’ospedale per bambini di Mariupol in una zona dell’Ucraina tra le più devastate dalla guerra”.
Un ultimo gesto d’amore
“E ora destineremo le risorse residue rimaste al Comitato a diversi enti. Loro sono la Fondazione Soleterre , per il progetto Unbroken kids, in Ucraina, l’organizzazione umanitaria “Stil i Rise” per il progetto “Girls’ Empowerment & Safe Futures Initiative – Yemen”, all’associazione Koinè di Arcore per la riabilitazione equestre e la Pet thepary, all’associazione Cumse ets per il progetto “Charity street – Non fermateci” e all’associazione Spina Bifida e Idrocefalo Niguarda Odv”.