In Basilica San Giuseppe

I funerali della famiglia Angelucci: “Grazie per l’amore in cui avete creduto”

Un migliaio di persone per l'ultimo saluto alle tre vittime dell'incidente aereo in Perù. Don Emanuele Salvioni: "La nostra Fede ci illumina in questo buio. La morte non è l'ultima parola"

I funerali della famiglia Angelucci: “Grazie per l’amore in cui avete creduto”

Nel pomeriggio in Basilica San Giuseppe a Seregno sono stati celebrati i funerali della famiglia Angelucci, morta nel disastro aereo in Perù durante le vacanze. “Grazie per l’amore in cui avete creduto e a cui vi siete affidati”, le parole di don Emanuele Salvioni.

I funerali celebrati in Basilica

In Basilica tre bare affiancate, coperte dai fiori bianchi e un silenzio di profonda commozione. Nel pomeriggio odierno, sabato 29 agosto, gremita la chiesa madre per le esequie di Massimo Angelucci di 58 anni, della moglie Elena Sala (57) e del figlio Lorenzo (24), deceduti nell’incidente aereo in Perù lo scorso 1 agosto, durante il sorvolo delle Linee di Nazca. Nel giorno di lutto cittadino un migliaio di presenze, dentro e fuori dalla chiesa, alla cerimonia officiata da monsignor Bruno Molinari, prevosto uscente, affiancato sull’altare da altri cinque sacerdoti. Presente l’Amministrazione comunale con il gonfalone abbrunato: in chiesa il sindaco Alberto Rossi, il vice sindaco William Viganò e Oscar Bonafè, vice sindaco di Lissone, dove aveva sede l’azienda di cui Angelucci era titolare, la Ima Tecno. In mattinata, nel Duomo di Monza, i funerali delle altre vittime italiane del disastro aereo, la famiglia Gianturco che era in vacanza insieme agli amici di Seregno.

“Grazie per la vita cristiana che avete testimoniato”

Nell’omelia don Emanuele Salvioni, ricordando l’unità della famiglia Angelucci, ha sottolineato “l’amore che resta, che già sperimentiamo anche adesso perché vittorioso oltre e per sempre. Ci fa fermare davanti a questa famiglia che si amava, che ci ha coinvolto nel loro amore. Grazie per l’amore in cui avete creduto e a cui vi siete affidati. È vero, è passato un po’ di tempo prima di poter dare e fare questo saluto. Un tempo che ci ha macerato il cuore. Anche un tempo di preghiera”. Il ringraziamento “per la vita cristiana di famiglia che avete ricevuto come dono e testimoniato nella stima reciproca e nel riconoscimento dei doni preziosi di ciascuno, che ciascuno aveva. E per questo ci avete attratto, ci avete conquistato”.

“La morte non è l’ultima parola”

Il sacerdote ha fatto i complimenti a Massimo per “l’essere coraggioso, capace e intelligente”, a Elena quale “sostegno, ma anche anima della famiglia, motore di scelte buone e accoglienti” e a Lorenzo “che hai gustato l’invito alla vita”.  All’assemblea ha ricordato che “non stiamo celebrando la fine, ma l’inizio di una comunione profonda, nuova in Cristo Gesù per sempre. Non la fine, ma l’inizio della vita in Cristo. La parola di Dio rianima. La fiducia ci rasserena. È proprio così: la nostra Fede ci illumina in questo buio. Si conferma che la morte non è l’ultima parola”. Al termine delle esequie i commossi pensieri della sorella di Elena, Paola, della fidanzata di Lorenzo, Stefania, di un collega della Ima Tecno e di un familiare.

Il cordoglio dell’Arcivescovo Delpini

Questa è una parte del messaggio di cordoglio dell’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, letto all’inizio della funzione da don Giuseppe Conti. “Siamo certi che la potenza di Dio Padre non si manifesta in miracoli clamorosi per rimediare a errori umani o a disastri imprevedibili, ma nella presenza fedele di Gesù Risorto che dona vita anche ai morti. Siamo uniti in preghiera e condividiamo la speranza che, nel momento dello schianto che ha posto fine alla vita di questa famiglia, Gesù ha preso per mano Massimo, Elena e il figlio Lorenzo e li ha condotti all’abbraccio del Padre della vita. Perciò siamo uniti in preghiera per invocare il dono dello Spirito Santo che sia consolatore di coloro che in questo strazio sono più feriti”.