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Gli agricoltori: "La tratta D di Pedemontana distruggerà ecosistema ed economia locale"

Secondo la Cia, Agricoltori Centro Lombardia, i danni causati dalla cementificazione sarebbero incalcolabili.

Gli agricoltori: "La tratta D di Pedemontana distruggerà ecosistema ed economia locale"
Attualità Vimercatese, 24 Novembre 2022 ore 16:37

La tratta D di Pedemontana? Un disastro per l'ecosistema e l'economia locale.

La bocciatura da parte degli agricoltori

Questa la netta presa di posizione di Cia, Agricoltori Centro Lombardia, contro il progetto, di Regione Lombardia, per la nuova autostrada che collegherà la Tangenziale Est da Vimercate alla A4, a Omate di Agrate.

Drastica riduzione dei terreni

“La decisione di Regione Lombardia di acconsentire ad una variazione del percorso inizialmente stabilito della Pedemontana, ovvero l’aggiunta della tratta D breve, risulta inspiegabile alla luce dei danni che essa provocherebbe -  dichiara Andrea Parravicini, presidente di Cia Centro Lombardia - La produzione di cibo garantita dalle poche imprese agricole presenti nel territorio verrebbe decimata a causa della riduzione dei terreni necessari per completare l’opera.”

Cia fa sapere che "Il frazionamento dei terreni, piuttosto che la totale occupazione della proprietà, provocherebbe danni all’economia locale e minerebbe la sovranità alimentare che deve essere garantita sempre, in primis proprio da istituzioni come Regione Lombardia. L’alimentazione sana, corretta e controllata, garantita dalle imprese agricole locali, è un patrimonio che non possiamo permetterci di perdere, molte però sono le aziende che hanno visto, senza esserne informati, diversi tecnici invadere i propri campi per effettuare le rilevazioni per la Pedemontana".

Agricoltura nel Vimercatese è strategica

“Una situazione  al limite dell’assurdo - ha aggiunto Parravicini -  L’attività agricola nelle zone del vimercatese ha un’importanza strategica per il mercato, è perciò fondamentale proteggere gli imprenditori da infrastrutture che ne riducono l’attività, se non addirittura eliminarla totalmente. Un danno economico e sociale che Regione Lombardia deve tenere in considerazione, rispondendo in primis alle necessità dei cittadini e non a quelle dei grandi gruppi industriali.”

"Danni incalcolabili"

Secondo Cia "i danni che la cementificazione necessaria per realizzare la tratta D breve causerebbero sarebbero incalcolabili: l’inaridimento del suolo, già particolarmente secco in quelle zone, renderebbe impossibile la protezione dell’acqua che l’attività agricola garantisce. In un contesto di difficoltà idrica, a cui si è aggiunta la siccità dei mesi passati, impoverire il terreno con il cemento significa andare incontro a conseguenze gravissime per l’ambiente: aggiungere cemento su cemento in una zona densamente urbanizzata sarebbe gravissimo e porterebbe all’estinzione della fauna e della flora presenti nelle zone del Parco Agricolo Nord Est"

"Perderemo un enorme polmone verde"

”Un enorme polmone verde verrebbe a mancare, con inevitabili ripercussioni sulla salute dei cittadini e crediamo che Regione Lombardia non possa e non tenere conto di questioni ecologiche e sanitarie dei propri cittadini e del patrimonio vegetale - ha aggiunto Paola Santeramo, direttore di Cia Centro Lombardia -  Assurdo che avvenga in un periodo storico nel quale i cambiamenti climatici e le conseguenze derivanti da esso sono al centro dei dibattiti globali, con la ricerca costante di innovazioni e iniziative che vadano a proteggere l’ambiente e non certo a distruggerlo.”

"Accanto a sindaci, associazioni e comitati"

“È per questo che Cia Agricoltori Lombardia, insieme ai sindaci, alle associazioni e ai comitati, esprimiamo forte dissenso contro la decisione di Regione Lombardia di edificare una strada che non risulta avere senso in termini economici e di viabilità, ma che soprattutto sarà causa della morte delle attività agricole e della distruzione dell’ecosistema", ha concluso Andrea Parravicini.

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