Tempio della velocità

I primi cent'anni dell'Autodromo di Monza

Sono in corso oggi, sabato 3 settembre 2022, le celebrazioni per il centenario del circuito di Monza

I primi cent'anni dell'Autodromo di Monza
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I primi cent'anni dell'Autodromo di Monza. Sono in corso oggi, sabato 3 settembre 2022, le celebrazioni per il centenario del circuito di Monza.

I primi cent'anni dell'Autodromo di Monza

Occhi puntati sul circuito, ma anche al Gran Premio di domenica prossima. Un appuntamento attesissimo che vedrà il ritorno della "tradizione" dell'invasione di pista, dopo i due anni di stop legati alla pandemia, come ha annunciato il presidente di Aci Angelo Sticchi Damiani. I festeggiamenti si sono aperti questa mattina con il lancio dei paracadutisti dell'Esercito e con l'annullo filatelico del francobollo celebrativo, nonché con la presentazione della moneta commemorativa d'argento da 5 euro.

A fare gli "onori di casa" il presidente di Aci Angelo Sticchi Damiani che, oltre a ripercorrere la storia dell'Autodromo (realizzato nel 1922 in meno di quattro mesi su volontà proprio dell'Automobile Club d'Italia), ha affrontato anche la spinosa questione dei sigilli apposti dalla Procura alla FanZone. Giovedì il Tribunale del Riesame di Monza ha respinto la richiesta di dissequestro. E il tempo ora stringe.

Il caso FanZone

"La decisione spetta al Tribunale, non posso sapere come agiranno i giudici - ha spiegato  - Certo è che speriamo che tutto si risolva per il meglio. Anche perché la sua realizzazione nasce dalle esigenze legate al nuovo corso della Formula 1 che chiede intrattenimento. Ma serve anche a favorire il deflusso delle persone dopo la gara. Se molti giovani si fermano nel prato del Roccolo per le attività, ecco che c’è meno ressa alle uscite".

Un secolo di velocità

Messe da parte le preoccupazioni contingenti, tutti gli occhi oggi sono puntati sul circuito. Cento anni esatti di storia le cui celebrazioni sono state aperte dai paracadutisti dell’Esercito, per poi concludersi in serata con il concerto della banda della Guardia di Finanza. Tanti i rappresentanti delle istituzioni presenti.

Un circuito figlio dell’epoca. Realizzato in nemmeno quattro mesi era stato ribattezzati fin da subito il Tempio della velocità per via degli ormai celeberrimi rettilinei. "Pensare che l’Autodromo è nato in conseguenza all’uccisione di re Umberto I - ha spiegato il presidente Aci Sticchi Damiani - Dopo il suo assassinio i Savoia fecero i bagagli e se ne andarono dalla Villa Reale, portandosi via quasi tutto. Il comparto fu dato in gestione durante la Prima Guerra Mondiale, ma la svolta arrivò solo quando Aci Italia propose di prendere il Parco e di realizzarvi un circuito che stesse al passo con quello dei francesi o dei tedeschi".

Era l’epoca dell’industri e del culto della velocità. Gli anni in cui ancora si avvertiva l’eco del Futurismo e delle grandi fabbriche, Pirelli in primis, che necessitavano di un circuito sul quale testare piloti e collaudare prototipi. Una pista veloce, troppo, tanto che fu poi necessario introdurvi le chicane.

Le sfide presenti e future

In tempi più recenti le sfide per l’Autodromo non sono mancate. Dai lavori necessari per il suo ammodernamento (e che sono tuttora in corso), fino alle questioni contrattuali, alle trattative prima con Bernie Ecclestone, poi con gli americani di Liberty Media. Sullo sfondo, sempre lo spettro delle nazioni che di soldi da investire nella Formula 1 ne hanno in abbondanza. "Ma noi europei abbiamo dalla nostra la cultura e la tradizione", come ha osservato il sindaco di Monza Paolo Pilotto.

 

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