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Prosegue la battaglia

Il Comune di Lentate "dichiara guerra" alla Provincia

L'Ente guidato da Laura Ferrari sta portando avanti il ricorso al Tar contro il Piano provinciale.

Il Comune di Lentate "dichiara guerra" alla Provincia
Attualità Seregnese, 19 Settembre 2022 ore 13:15

Il Comune di Lentate "dichiara guerra" alla Provincia di Monza e Brianza e porta avanti il ricorso al Tar.

Il Comune di Lentate "dichiara guerra" alla Provincia, prosegue il ricorso al Tar

Prosegue la battaglia contro alcune prescrizioni del Ptcp (Piano territoriale di coordinamento provinciale) «per tutelare il nostro territorio e i cittadini. E’ una battaglia giuridica, che abbiamo iniziato facendo ricorso al Tar, ma anche politica. E non mi interessa andare contro chi è del mio stesso “colore” (dato che la Provincia è a guida Centrodestra, ndr)», ha esordito decisa il sindaco Laura Ferrari durante l’incontro convocato nell’aula magna della scuola secondaria di primo grado per discutere con cittadini, professionisti e imprenditori (presenti anche alcuni consiglieri di minoranza: per il Pd Marco Mondelli e Iolanda Negri, per Cittadini per Lentate Giada Nardozza), dei tre ambiti maggiormente penalizzati dalle indicazioni contenute dal nuovo Piano provinciale: vallivo, di interesse provinciale e agricolo strategico.

Ricorso al Tar contro il Ptcp provinciale

Concretamente, a causa di incongruenze tra le disposizioni del Pgt comunale e quelle del Ptcp, ci sono cittadini che non possono ampliare la propria abitazione, costruire una piscina (con la motivazione surreale che «potrebbe allagarsi») o un garage, il Polo formativo del legno è impossibilitato a realizzare un capannone e alcuni imprenditori non possono ampliare la propria attività. E poi c’è il Comune che, ad esempio, non può intervenire come vorrebbe sulla via Salvetti, a Copreno, per renderla più sicura per i cittadini. Questo per via della variante al Ptcp approvata il 15 febbraio in adeguamento alla soglia regionale di riduzione del consumo di suolo. Insieme al sindaco al tavolo dei relatori c’erano l’assessore all’Urbanistica Matteo Turconi Sormani e l’avvocato Federico Finazzi, che lavora per lo studio di Paolo Bertacco, il legale a cui il Comune si è affidato per portare avanti il ricorso al Tar. Una decisione dura, maturata dopo che l’approccio collaborativo con la Provincia non ha dato gli esiti sperati.

Il confronto con la Provincia non ha dato gli esiti sperati

«Dopo l’adozione del Ptcp, avvenuta nell’aprile 2021, entro i termini di legge abbiamo protocollato delle osservazioni che la Provincia ha respinto ritenendole non pertinenti in quanto non inerenti la riduzione del consumo di suolo. E così il Ptcp a febbraio è stato approvato con alcune prescrizioni a nostro parere sbagliate - ha osservato Ferrari - L’Ente ha comunque considerato interessanti gli argomenti da noi presentati, ritenendoli degli spunti su cui lavorare. Dato che poi non c’è stato alcun dialogo e visto che crediamo fermamente nelle nostre ragioni, a giugno abbiamo deciso di fare ricorso al Tar di Milano». Le tempistiche, prima che il Tribunale amministrativo regionale si esprima, sono parecchio lunghe, però, come ha confermato l’avvocato Finazzi: «Si va dai due ai cinque anni». Ma questo non demoralizza il sindaco, che ha invitato tutti gli interessati, cittadini e professionisti, a fare fronte comune e a continuare a presentare le osservazioni preliminari al nuovo Pgt (Piano di governo del territorio) che il Comune vuole realizzare, «in modo che in vista di eventuali incontri con la Provincia abbiamo più materiale su cui far leva».

Assente alla serata il vicepresidente della Provincia, Riccardo Borgonovo

Ferrari ha anche detto di aver invitato all’incontro Riccardo Borgonovo, vicepresidente della Provincia, che si sta occupando del Ptcp, ma di aver ricevuto un due di picche «perché dato che c’è una causa la sua avvocatura gli ha consigliato di non esporsi. Ne prendo atto, ma sono amareggiata per questa risposta». Il primo cittadino lascia spazio a una possibile riconciliazione: «Ribadiamo la nostra disponibilità a un confronto diretto ed efficace con la Provincia per superare gli ostacoli riscontrati». Ma intanto prosegue la «guerra» in Tribunale.

Il vicepresidente della Provincia si difende e contrattacca

«Questa battaglia legale invece che accelerare i tempi li allunga. Bastava aspettare invece di fare ricorso, avevo detto che ero già al lavoro sull’aggiornamento delle perimetrazioni e per dicembre pensavo di presentare le linee guida della variante generale del nuovo Ptcp». E’ la replica del vicepresidente della Provincia, Riccardo Borgonovo, con cui il sindaco Laura Ferrari ha interloquito in questi mesi sulla questione Ptcp. Precisa che «non ho rifiutato l’invito a partecipare all’incontro per scortesia. Come avevo spiegato anche al sindaco, mi sembrava inopportuno intraprendere un contraddittorio quando c’è in corso una causa». Il numero due della Provincia informa che «avevo già intrapreso una rivisitazione delle norme, tra cui quelle dell’ambito vallivo, tema su cui è incentrato il ricorso del Comune di Lentate. Dato che il Pctp in vigore risale al 2013 e si basa su cartografie vetuste e perimetrazioni non aggiornate, mi sembrava opportuno revisionarlo sulla base del contesto attuale. Entro dicembre vorrei depositare le linee guida per una revisione generale del Ptcp, ma l’esamina delle norme dell’ambito vallivo è ferma a causa del ricorso di Lentate. Si può procedere invece su altri ambiti».

"Bastava aspettare la variante generale del Ptcp"

Borgonovo sottolinea che «le osservazioni presentate da Lentate sono state respinte in quante non pertinenti, dato che la variante approvata era relativa al consumo di suolo. Eventualmente dovevano essere sottoposte dopo l’adozione della variante generale del Ptcp, sulla quale avevo detto di essere al lavoro». Definisce «inopportuna» l’azione anticipatoria effettuata dal Comune presentando ricorso: «Così i tempi invece di velocizzarsi si allungano». Perentoria la risposta sulla possibilità di un ulteriore confronto con l’Amministrazione: «Adesso i confronti si fanno in sede legale».

 

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