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Appuntamento musicale

Il concerto del coro a Seveso fa il pieno di applausi

Voci, musica e luci al Santuario di San Pietro Martire.

Il concerto del coro a Seveso fa il pieno di applausi
Attualità Seregnese, 02 Novembre 2022 ore 14:03

Grande partecipazione di pubblico lo scorso 29 ottobre presso il santuario di San Pietro Martire a Seveso al concerto del coro "Carlo Monza". Si tratta di uno degli appuntamenti musicali che segnano le celebrazioni del 120° anniversario della fondazione del Corpo Musicale “Santa Cecilia” di Seveso e che si concluderanno ufficialmente con il concerto dell’Epifania, il prossimo 6 gennaio 2023.

Il concerto del coro a Seveso fa il pieno di applausi

In occasione dell’evento sevesino, il gruppo corale è stato affiancato dal “Colloredo Ensamble”, un gruppo musicale di recente fondazione formato da un quartetto d’archi con accompagnamento di organo o clavicembalo e da un complesso vocale di quattro voci, che propone, nelle sue attività, un repertorio settecentesco d’ispirazione religiosa.

In collaborazione con il coro “Carlo Monza”, l’organico che ne è derivato è stata un’amplificazione del registro vocale del “Colloredo Ensamble”, proponendo in questa occasione un repertorio di musica religiosa non solo
sei-settecentesca (W. A. Mozart, F. J. Hayden, G. Bouzignac), ma con puntate nell’Ottocento (C. Saint-Saens, C. Frank) e nel Novecento italiano (A. Concesa e L. Molfino), mettendo la formazione corale al centro di una serata di alto livello tecnico e musicale.
Un’esibizione di alto contenuto, impeccabile nell’esecuzione e nella direzione e che ha riproposto un repertorio mai abbastanza esplorato, ma suggestivo e coinvolgente come quello della musica d’ispirazione religiosa.

Il santuario sotto una nuova luce

In occasione dell’evento, parte importante è stata dedicata, come citato, agli aspetti illuminotecnici recentemente installati nel santuario. Un nuovo impianto d’illuminazione a led a luce calda, studiato per mettere in risalto quei particolari artistici e architettonici mai illuminati a dovere nei più di trecento anni della costruzione del fabbricato (che risale, per come lo conosciamo oggi, alla metà del sec. XVII).

Un’opera tecnica voluta dal “Centro Ambrosiano di documentazione studi religiosi”,  presentata proprio in occasione del concerto del 29 ottobre e che contribuisce a valorizzare un edificio rococò di alto significato religioso e artistico, importante non solo per le sue attività liturgiche, ma possibile meta di visitatori.

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