Cordoglio per l’addio a Mario Colombo, 82 anni, storico sacrestano del rione San Gian a Giussano. Il giussanese molto legato all’antica chiesetta ed impegnato nel sociale ha donato le cornee.
Fatale un ictus
Era legatissimo al suo rione e all’antica chiesetta di San Giovanni in Baraggia, tanto da occuparsene da 40 anni. Cordoglio per la scomparsa di Mario Colombo, 82 anni, deceduto il 17 gennaio all’ospedale di Sesto San Giovanni, a causa di un ictus. Il robbianese nato e cresciuto nel rione è stato uno dei personaggi simboli dell’antico agglomerato.
Sacrestano per 40 anni
Per 40 anni si era occupato come tuttofare – principalmente però in veste di sacrestano – della chiesetta di San Gian. E proprio per questo suo forte legame con il rione, gli è stato accordato eccezionalmente il permesso di celebrare il suo funerale proprio nella «sua» chiesetta, dedicata a San Giovanni in Baraggia.
Martedì 20 gennaio tante persone hanno voluto salutarlo partecipando alle esequie, celebrate lì nel rione.
L’impegno sociale
Il legame di Colombo con la chiesa è sempre stato molto forte; non faceva il sacrestano solo a San Gian, si era occupato e aveva gestito in prima persona per oltre 40 anni anche della chiesina nella località di montagna, in Valsassina, dove la famiglia aveva casa e dove trascorreva le vacanze.
Anche lì, in montagna, era conosciuto e benvoluto da tutti. Non contento, si era dato da fare anche nel volontariato in un‘altra forma: aveva preso l’impegno, e lo aveva portato avanti fino alla chiusura dei reparti di ricovero dell’ospedale di Giussano, di aiutare i degenti a consumare i loro pasti, letteralmente li imboccava. Fu poi, sempre Colombo, memoria storica del rione, a collaborare con il Comitato per la pubblicazione del volume «San Gian», nel 2015, che raccoglie tutta la storia della chiesetta e dell’antico borgo giussanese.
Ha donato le cornee
Persona socievole aveva molti amici. Era molto generoso e aiutava chiunque spendendosi in prima persona in ogni situazione. E l’ha voluto fare fine alla fine, donando le cornee. Dopo la morte, quando i medici hanno chiesto ai familiari, il fratello Giovanni, se si potessero prelevare le cornee di Mario i parenti, conoscendo l’indole generosa hanno subito acconsentito all’espianto.
Quella di Colombo è la seconda donazione di quest’anno.