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In povertà vive almeno il 7% dei monzesi

Le sacche di crisi riguardano soprattutto stranieri, anziani e famiglie numerose

In povertà vive almeno il 7% dei monzesi
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In condizione di povertà vivrebbe almeno il 6-7% dei monzesi. E’ quanto emerge da una stima del Comune di Monza in base alle dichiarazioni Isee presentate dai cittadini per richiedere servizi educativi e contributi al Municipio.

La percentuale di povertà

L’Isee, considerando proprietà (case e automobili) e redditi di una famiglia, dà una fotografia abbastanza precisa delle condizioni di un nucleo.

«Stando a quelli che hanno presentato l’Isee quest’anno per qualche motivo, si può determinare appunto che una percentuale di almeno il 7%, che nella realtà potrebbe quindi arrivare anche al 10% considerando chi sfugge alle statistiche, è in una condizione di povertà o semipovertà - ha spiegato l’assessore al Welfare Egidio Riva in occasione delll'inaugurazione del nuovo sportello di aiuti della Croce Rossa il giorno di San Gerardo - E’ un problema importante da affrontare, al di là del dato numerico, quello che è chiaro è che bisogna ragionare perché un sistema emergenziale diventi strutturale».

Insomma, dopo la crisi per il Covid, la situazione ucraina, oggi c’è un forte flusso migratorio. «Negli ultimi anni chi si occupa di sostegno alla fragilità si è reso conto che dalle fasi emergenziali transitorie si sta passando a emergenze ricorrenti che devono cambiare l’approccio. Ci sono anche tanti monzesi che fanno fatica a vivere per i costi aumentati e per i prezzi alti di case e affitti».

Gli studi dell’Ufficio Statistica

Entrando nel merito degli studi dell’Ufficio Statistica del Comune elaborati da Vittorio Rossin, si scopre che sono 23 i monzesi in condizione di povertà con reddito sotto lo 0, ma su una popolazione si 120mila abitanti, ben 18.377 hanno un reddito complessivo annuo da 0 a 10mila euro e ben 8.182 non arrivano a 15mila.

La nostra è comunque una città benestante, se si pensa che la maggior parte dei cittadini si concentra tra un reddito di 15mila a 55mila euro, con un totale di 51.471 famiglie nella classe medio-alta. A superare i 55mila (entro i 75mila) ci sono 4.673 persone, mentre 3.759 superano anche i 75mila euro ma si fermano sotto i 120mila euro di reddito annuo.

C’è poi un gruppo di 2.390 persone che superano anche i 120mila euro annui di reddito. Insomma, emerge la fotografia di una città ricca (il reddito medio è comunque 32.246 euro, superiore a quello lombardo, nazionale e pure brianzolo), con una classe medio-alta importante e alcune sacche di povertà non certo irrisorie.

Sono soprattutto anziani, stranieri e famiglie numerose

Analizzando anche i dati Istat del Report sulla povertà, già nel 2021 la povertà nel Nord Italia si aggirava sul 6,7%, quindi con Monza perfettamente in linea (dati che arrivano al 10% nel Mezzogiorno). In Italia sono 1,4 milioni i minori in povertà assoluta e il 32,4% è l’incidenza degli stranieri residenti, mentre del 7,2% tra gli italiani.

Se un elemento peggiorativo della condizione di povertà è dato dalla presenza di un maggior numero di componenti (l’indigenza di povertà assoluta è più elevata tra famiglie con un maggior numero di componenti, arrivando al 22,6% tra quelle con 5 o più componenti), istruzione e lavoro sembrano invece strumenti per contrastarla.

L’incidenza della povertà assoluta decresce al crescere del titolo di studio della persona di riferimento della famiglia.
Se quest’ultima ha conseguito almeno il diploma di scuola secondaria superiore l’incidenza è pari al 3,9%, in miglioramento rispetto al 2020.

Non avere la casa è un fattore di rischio

Sempre più difficile da comprare, la casa è però sempre più importante per contrastare la povertà. Si conferma più diffusa la povertà assoluta tra le famiglie in affitto. Queste infatti rappresentano il 45,3% delle famiglie povere con un’incidenza di povertà assoluta del 18,5% contro il 4,3% di quelle che vivono in abitazioni di proprietà.
Oltretutto la povertà è più elevata con famiglie con persona di riferimento tra i 45 e i 54 anni in affitto (pari al 23%).

E’ senza dubbio da imputare anche al Covid l’aumento della povertà assoluta che già nel 2021 era la più elevata dell’ultimo quinquennio con un fenomeno che è stato più netto al Nord che al Sud.

Infine a crescere è stata anche la povertà relativa per le persone anziane sole. Da questo punto di vista a Monza su 34.228 anziani, 22.735 percepiscono il reddito medio da pensione di vecchiaia di 1.593 euro. Sono invece 7.237 i concittadini (per lo più le vedove) over 65 che prendono la pensione di reversibilità con una media di 908 euro, 407 hanno una pensione di invalidità (media 965 euro), 883 prendono assegni sociali (da 509 euro), 2.966 l’invalidità civile (da 514 euro), per un totale di 34.228 persone che percepiscono un ammontare medio di 1.319 euro.

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