La città di Meda ha onorato i patroni Aimo e Vermondo. Giovedì 12 febbraio, alle 18.30, nella suggestiva cornice della chiesa di San Vittore, è stata celebrata la Messa in onore dei Santi fondatori (la ricorrenza è oggi, venerdì 13 febbraio), che riposano da secoli nella splendida urna dell’Alessi posta sotto l’altare maggiore della “Cappella Sistina della Brianza”, come viene chiamata la chiesa medese, vero gioiello rinascimentale lombardo.
Meda celebra i patroni Aimo e Vermondo
Il parroco don Fulvio Rossi, novello responsabile della Comunità Pastorale, ha “detto Messa” (come si dice a Meda) in presenza di numerosi fedeli che puntualmente partecipano alla cerimonia annuale dedicata ai due conti di Turbigo che secondo la leggenda fondarono il Monastero di San Vittore.
“Li ricordiamo non come uomini di stirpe nobile, ma come testimoni di fede”
Don Fulvio, nella sua omelia, ha ricordato le profonde radici cristiane del popolo medese, sottolineando come, a più di un millennio dalla fondazione del monastero, “siamo ancora qui a onorare i santi Aimo e
Vermondo. Li ricordiamo non come uomini di stirpe nobile, ma come autentici testimoni di fede”. L’accento è poi caduto sulla figura di San Vittore, “soldato dell’esercito romano ucciso a causa della sua
fede in Cristo. Ancora oggi, purtroppo, molti cristiani nel mondo perdono la vita per la loro fede”. Al termine della celebrazione, il parroco ha letto la preghiera dedicata ai santi fondatori, scritta nel 1932
dal cardinale Ildefonso Schuster, per poi impartire la benedizione con le reliquie.
Tanti i partecipanti alla cerimonia
Alla cerimonia erano presenti la famiglia Antona Traversi, l’assessore alla Cultura Fabio Mariani, i componenti della Pro Loco e degli Amici dell’Arte (l’associazione che da 45 anni si occupa dell’apertura della chiesa con visite guidate nell’ultima domenica del mese), il presidente de La Cittadina Franco Gattoni, gli immancabili Antonio Galimberti (Campanela), Gennaro Carotenuto e tanti cittadini medesi.
Al termine momento conviviale
Al termine del rito la sala della Limonera di Villa Antona Traversi ha ospitato un breve momento conviviale offerto dalla famiglia Traversi, con l’omaggio a don Fulvio Rossi del recente libro “La nostra Meda”, scritto da Francesco Donati e Antonio Galimberti ed edito dagli Amici dell’arte. Si sono così concluse le celebrazioni di una ricorrenza che fino agli ultimi anni quaranta del secolo scorso era molto sentita a Meda e che la popolazione del tempo considerava “Festa di precetto”.