Se il calcio dilettantistico avesse un calciomercato per le leggende e i simboli identitari, questo sarebbe sicuramente uno dei colpi più clamorosi. L’U.S. Casati Arcore nei giorni scorsi, nel pieno dei festeggiamenti per i suoi 80 anni di storia, ha sganciato una bomba mediatica sui social : la storica Polleria Sironi, una vera istituzione di Concorezzo (nata nel 1956) è ufficialmente un nuovo «Sponsor Bronze» della società biancoverde.
Sulla carta è un accordo commerciale tra un’eccellenza del territorio e una gloriosa società sportiva. Un ribaltone che supera decenni di rivalità accesa tra i colori biancorossi di Concorezzo e quelli della Casati.
Per capire la portata della notizia, bisogna fare un passo indietro di quasi settant’anni. La polleria e macelleria di via Agrate, fondata nel 1956 dai fratelli Bruno e Osvaldo Sironi, non è un’attività qualunque.
Polleria Sironi, un marchio storico e di eccellenza in tutta la Brianza
È stata per decenni il quartier generale «ombra» della Concorezzese Calcio. Vedere oggi quel nome associato ai colori di Arcore – quel mix di bianco, verde, blu e rosso – fa l’effetto di un cortocircuito. Per i tifosi arcoresi è un trofeo da esporre in bacheca nell’anno dell’ottantesimo; per quelli di Concorezzo, è una ferita aperta nel cuore del campanilismo locale.
Ricordiamo che Bruno Sironi, scomparso nel settembre del 2025 all’età di 87 anni, non era semplicemente il titolare della polleria; era il presidente eterno della Concorezzese, carica ricoperta per ben 40 anni. Bruno non è stato solo un presidente, ma un vero padre per la Concorezzese e per intere generazioni di ragazzi di Concorezzo. Con la sua dedizione instancabile, la sua passione autentica e il suo amore per questi colori, ha saputo crescere ed educare centinaia di giovani, trasmettendo loro non solo l’amore per il calcio, ma soprattutto i valori dello sport, del rispetto e della lealtà. Sironi era l’uomo che viveva per il biancorosso. Sotto la sua guida, la Concorezzese ha affrontato la Casati in mille battaglie, in derby dove non si tirava mai indietro la gamba. Gare all’ultimo respiro che hanno visto duellare le due formazioni nei vari campionati di Prima Categoria, Promozione ed Eccellenza. Era il volto del «nemico sportivo» per Arcore, un uomo meritevole di ricevere il «Premio Casc» e la «Gugia d’Ora» per i suoi successi sportivi e civili. Solo pochi mesi fa il feretro era stato sepolto avvolto nella bandiera biancorossa, tra le lacrime di una comunità che lo considerava un padre.
Una nuova collaborazione
Oggi, quell’attività che lui stesso fondò e in cui ha servito i clienti fino a pochi anni fa, sceglie di «attraversare il confine» e sostenere i rivali di sempre. Una decisione che, però, dobbiamo dirlo, è anche figlia della rivoluzione societaria avvenuta lo scorso anno e che ha portato all’arrivo del nuovo presidente Massimo Meoni. Ricordiamo che la nuova proprietà, che detiene la maggioranza del club, include anche Ausonia 1931 SSDaRL, società milanese di grande esperienza.
Casati Arcore festeggia 80 anni
La Casati Arcore, dal canto suo, accoglie il nuovo sponsor con tutti gli onori. «Portiamo con orgoglio il vostro nome», scrivono sui Social dalla sede arcorese. Ed è un orgoglio doppio: c’è la forza di un nuovo partner economico e c’è il gusto sottile di aver strappato una «bandiera» storica alla città vicina.
Sicuramente la prossima volta che Casati Arcore e Concorezzese si incroceranno sul rettangolo verde, l’aria sarà ancora più elettrica del solito. Perché da oggi, su quel campo, ci sarà un pezzo di storia di Concorezzo che spinge per i colori di Arcore. E Bruno Sironi, dall’alto, chissà se starà già preparando il «match di ritorno» in un ideale ring tra cielo e terra.