Una “corrente” che stavolta non era quella delle acque tumultuose del Tarò, ma quella formata da un insieme di persone, tra cui tantissimi giovani, che guidate da don Matteo Ceriani, responsabile della pastorale giovanile di Meda, hanno vissuto la Via Crucis del Venerdì santo come un momento di riflessione e di speranza, toccando i luoghi segnati dalla tremenda alluvione del 22 settembre 2025.
La Via Crucis nei luoghi dell’alluvione: “Una corrente unica d’amore”
Una corrente unica d’amore, una fiumana di fedeli che si sono riuniti per pregare insieme e per affidare a Dio la propria comunità, ricordando i momenti difficili dell’esondazione che ha seminato distruzione ma ha anche generato un’ondata di solidarietà.
Presenti gli studenti che hanno scritto il libro “Voci dall’alluvione”
Partendo alle 21 dalla Fondazione Besana di vicolo Rho, una delle strutture che hanno subito pesanti conseguenze dall’evento catastrofico, la Via Crucis ha fatto tappa nei luoghi più colpiti (come piazza Cavour e piazza Municipio), con la presenza degli studenti della scuola secondaria di primo grado Traversi che hanno raccolto i loro pensieri in un libro intitolato “Voci dall’alluvione”, il cui ricavato andrà in beneficenza.
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“Un’occasione per affidarsi al Signore”
“Tutto ciò è un’occasione per affidare al Signore la nostre famiglie, la nostra comunità, la nostra città e il mondo intero in questo momento così difficile”, il commento di don Matteo Ceriani.