Arcore

"Le Brigate rosse volevano uccidere mio padre"

La rivelazione shock del primo cittadino Bono al podcast "Chill Tonico", ideato da Vittorio Panvini Rosati e Giacomo Piombo, due studenti di quinta del liceo "Banfi" di Vimercate

"Le Brigate rosse volevano uccidere mio padre"
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"Le Brigate rosse volevano uccidere mio papà Adolfo, ufficiale dei carabinieri; quando frequentavo le scuole vivevo con il terrore di poter ricevere da un momento all’altro la notizia della suo assassinio".

Una rivelazione a dir poco scioccante quella fatta dal sindaco di Arcore Maurizio Bono direttamente al podcast "Chill Tonico" realizzato dai giovani arcoresi, entrambi 18enni, Vittorio Panvini Rosati e Giacomo Piombo. Bono nei giorni scorsi è stato ospite dei ragazzi (entrambi frequentano la 5^ superiore al liceo Banfi di Vimercate) e proprio all’inizio della lunga chiacchierata ha svelato questo particolare famigliare.

Quel documento trovato nel covo delle Brigate rosse

"Ho a casa il documento che trovarono nel covo delle Brigate rosse e che rappresentava una scheda personale della mia famiglia contenente tutti gli spostamenti miei, dei miei genitori e di mio fratello - ha esordito Bono con la voce rotta dall’emozione - Avevano ucciso da pochi giorni il colonnello Varisco e dopo sarebbe toccato a papà".

 

La storia personale del sindaco

"Qual è la storia personale di Maurizio Bono a prescindere dalla professione di avvocato e dal ruolo di sindaco?", hanno chiesto i due giovani arcoresi.

"Sono nato nel 1968 in una famiglia particolare, borghese, e in un periodo a dir poco turbolento per il nostro Paese per via del terrorismo - ha raccontato Bono - Papà era un ufficiale dei carabinieri, mamma Clelia una casalinga. Ho vissuto quegli anni bui girovagando per mezza Italia per via del lavoro di papà. Sono nato a Cantù, poi ci siamo trasferiti con la famiglia a Sesto San Giovanni. Ho frequentato la quarta elementare a Foggia, la quinta a Napoli, le medie a Monza, le superiori a Milano al Liceo “Parini” e poi Piacenza e Padova. Successivamente ho frequentato l’università a Milano dove mi sono laureato. Inizialmente avrei voluto fare il magistrato ma, dopo aver collaborato nello studio dell’avvocato monzese Raffaele Della Valle, ho capito che l’avvocatura, nel ramo penale, era la mia strada anche se all’inizio il mio sogno continuava ad essere quello di fare il magistrato. Un pezzo del mio cuore l’ho lasciato a Piacenza, un luogo unico per vivere con meno ansia. In quegli anni ognuno si arrogava il diritto di essere il portatore della verità e proprio da quella esperienza ho capito che il dialogo, a maggior ragione con persone che non la pensano come te, è necessario. Alle superiori ero bollato come il figlio del servo del padrone data la professione di mio papà".

"Vogliamo parlare ai giovani"

Durante l’intervista il sindaco ha spaziato su molti argomenti, puntando molto sulle attività che l’Amministrazione comunale ha in mente  di organizzare per i giovani.

"Stiamo facendo uno studio, insieme all’assessore Nicolò Malacrida, per capire come sfruttare il parco di Villa Borromeo per organizzare concerti con artisti nazionali e internazionali - ha continuato Bono - Se arriviamo a poter ospitare almeno 10mila persone si potrebbero aprire scenari davvero interessanti con alcuni manager molto importanti in Italia. Per esempio recentemente abbiamo proiettato la finale di Champions League in piazza Pertini. Noi vogliamo far rinascere la città con una serie di eventi dedicati soprattutto per i giovani. Anzi mi affido anche a voi: se avete idee o se dovessero arrivare suggerimenti dai vostri ascoltatori fatemeli pervenire. Lo scorso anno abbiamo organizzato una pista di pattinaggio in villa Borromeo, quest’anno organizzeremo un campo scuola da sci".

Cos'è Chill Tonico?

Si sono conosciuti in tenerà età, quando avevano un anno di vita. Poi si sono persi di vista fino a ritrovarsi nella stesa classe al Liceo Banfi di Vimercate. Vittorio Panvini Rosati e il suo compagno Giacomo Piombo, entrambi 18enni e residenti ad Arcore, cullavano da tempo la voglia di mettersi in gioco e di creare un nuovo progetto che potesse interessare in primis i loro coetanei, ma non solo.
E così hanno inventato un nuovo modo di comunicare alle giovani generazioni attraverso i podcast. Si sono rimboccati le maniche e, nel giro di poche settimane, hanno trasformato un box in un piccolo studio di registrazione dove ogni settimana intervistano personaggi, non necessariamente legati al mondo della scuola, come il sindaco Bono.

"Volevamo metterci in gioco in un progetto unico e pieno di contenuti"

Come in tutti i binomi vincenti non poteva mancare la parte più creativa e artistica, affidata a Giacomo, e quella più imprenditoriale e razionale affidata a Vittorio.

"Non sappiamo dove ci porterà questa esperienza in futuro, ma siamo consapevoli di essere già riusciti a raggiungere quello che era un nostro sogno - hanno sottolineato i due giovanissimi - Da tempo, soprattutto dopo le nostre esperienze maturate all’estero, abbiamo capito che volevamo metterci in gioco creando questo piccolo studio radiofonico che utilizziamo per intervistare i nostri ospiti. Al momento, oltre al sindaco di Arcore, abbiamo intervistato ragazzi e ragazze con alle spalle esperienze di vita che svariano in tutti i campi. Ma la nostra prima domanda, durante l’ intervista, è sempre la stessa: non è cosa fai nella vita ma chi sei. Puntiamo molto in primis a capire prima la storia della persona piuttosto che la sua occupazione. Non ci poniamo limiti, ci piace raccontare storie e speriamo che questo nostro progetto possa essere sempre più seguito".

I podcast vengono settimanalmente pubblicati su tantissime piattaforme (Youtube, Tik tok, Instagram, Spotify, Itunes solo per fare qualche esempio) con risultati considerevoli: ad oggi le visualizzazioni totali degli spezzoni di intervista viaggiano sulle decine di migliaia di visualizzazioni.

 

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