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la campagna di sensibilizzazione

Lotta al tumore al pancreas, la Villa Reale si tinge di viola

Oggi, giovedì 18 novembre il Comune di Monza aderisce al «World Pancreatic Cancer Day» illuminando uno dei monumenti simbolo della città.

Lotta al tumore al pancreas, la Villa Reale si tinge di viola
Attualità Monza, 18 Novembre 2021 ore 09:14

Oggi, giovedì 18 novembre, si celebra in tutto il mondo il «World Pancreatic Cancer DAY» la Giornata Mondiale per la lotta al Tumore al Pancreas. Il Comune di Monza per sensibilizzare sulla tematica e sull'importanza della prevenzione ha scelto di illuminare uno dei monumenti simbolo della città, la Villa Reale.

Lotta al tumore al pancreas, la Villa Reale si tinge di viola

Dopo quella sulla Prematurità dunque ricorre oggi un altra importante giornata dedicata alla lotta d uno dei tumori che rappresenta la quarta causa di morte tra i tumori maligni e che in Italia ha un'incidenza di circa 14mila casi all'anno.

"È necessario informare e sensibilizzare i cittadini sull’importanza della prevenzione per affrontare in tempo la malattia – afferma il Sindaco Dario Allevi – soprattutto in un periodo delicato come quello che stiamo vivendo dove l’attività di screening rischia di subire un rallentamento. Con le luci viola sulla nostra Reggia intendiamo promuovere l’attenzione su un tema così delicato e che tocca migliaia di famiglie. Ringrazio il Consigliere Comunale Marco Lamperti che si è fatto portavoce dell’iniziativa".

Dati e fattori di rischio

L'incidenza del tumore al pancreas, in Europa, è aumentato tra il 1990 e il 2017 di 2.3 volte. È la quarta causa di morte tra i tumori maligni, destinata nei prossimi anni a diventare la terza. In Italia si stima che l'incidenza sia di circa 14 mila nuovi casi all'anno. Solo una piccola percentuale di questi tumori, è diagnostica in fase precoce ed è, quindi, operabile. Ciò significa che circa il 70% di questi tumori vengono individuati quando la situazione è già molto grave. In questi casi le uniche armi sono la chemioterapia e la radioterapia, ma il 75% dei pazienti non supera l’anno dalla diagnosi e il 95% i cinque anni. Tra i maggiori fattori di rischio ci sono il fumo di sigarette, l'obesità e la ridotta attività fisica che costituiscono la così detta «triade socio ambientale». A questi si aggiungono fattori alimentari quali l’elevato consumo di alcool e di grassi animali e un basso consumo di frutta e verdura.

(foto archivio)

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