Due anni di cantieri praticamente fermi, 123 milioni di euro di extracosti e un avanzamento dei lavori che non supera il dieci per cento. E, soprattutto, altri 65 milioni da trovare per evitare che la metrotranvia Milano-Seregno rimanga un’opera incompiuta. La Brianza torna a fare fronte comune e rilancia l’appello alle istituzioni: servono risorse certe, tempi definiti e soprattutto la riapertura dei cantieri.
A cinque mesi dal primo tavolo istituzionale ospitato da Assolombarda nella sede di Monza e Brianza, il mondo economico e sindacale del territorio torna oggi (martedì 3 novembre) a chiedere unità. A sottoscrivere il nuovo appello sono Assolombarda, Apa Confartigianato Monza e Brianza, Confcommercio Alta Brianza, Cgil Monza e Brianza, Cisl Monza Brianza Lecco e Uil Monza e Brianza.
La situazione, del resto, resta estremamente delicata. La metrotranvia è un’infrastruttura di circa 15 chilometri che, secondo il cronoprogramma originario, avrebbe dovuto essere completata entro il 2026. Un collegamento destinato a servire un bacino di oltre 180 mila residenti tra il nord Milano e la Brianza, oltre alle migliaia di persone che gravitano quotidianamente attorno alle attività produttive, commerciali e ai servizi del territorio.
I primi risultati e i 65 milioni mancanti
Il confronto avviato lo scorso maggio aveva prodotto due risultati concreti. Regione Lombardia aveva stanziato 25 milioni di euro per contribuire alla copertura degli extracosti, mentre Città metropolitana di Milano aveva messo a disposizione, attraverso un apposito bando, 500 mila euro per sostenere le attività economiche maggiormente penalizzate dalla presenza dei cantieri.
Risorse importanti, alle quali si aggiungeranno quelle che Città metropolitana potrà mettere a disposizione per il completamento dell’opera. Ma non sufficienti: secondo le associazioni e i sindacati, restano infatti da reperire circa 65 milioni di euro.
«Cinque mesi fa avevamo fatto fronte comune per sbloccare quest’opera. Oggi quell’appello resta attuale e ancora più urgente», sottolineano i firmatari del comunicato. Il lavoro di squadra ha già prodotto le prime risposte da parte delle istituzioni, ma la strada per arrivare al completamento dell’infrastruttura è ancora lunga.
L’appello per la riapertura dei cantieri
La richiesta non riguarda soltanto la copertura economica. Le organizzazioni chiedono alle istituzioni del territorio di mantenere un fronte compatto per garantire la realizzazione integrale della metrotranvia, senza ipotesi di ridimensionamento, e di intervenire per arrivare in tempi certi e rapidi alla riapertura dei cantieri.
Un passaggio particolarmente importante anche sul fronte del lavoro. Le organizzazioni denunciano infatti le difficili condizioni in cui si trovano i dipendenti impegnati nell’opera e chiedono che vengano rispettati gli impegni contrattuali nei loro confronti.
«Non parliamo di un problema locale, ma di un’infrastruttura strategica per la competitività di tutta l’area metropolitana milanese e della Brianza», evidenziano ancora i firmatari. La metrotranvia, aggiungono, rappresenta una risposta necessaria alle esigenze di mobilità sostenibile, tanto dal punto di vista ambientale quanto da quello economico. Dopo due anni di attesa, non bastano più le promesse. Servono i finanziamenti per completare l’opera e una data certa per rimettere in moto i lavori.