Arcore crocevia per la pace nel mondo. E’ nato in città, qualche settimana fa, per volere del consigliere comunale, scrittore e poeta Cheikh Tidiane Gaye il Collettivo Internazionale dei Poeti per la Pace, un progetto che riunisce autori provenienti da numerosi Paesi, culture e lingue, accomunati dalla convinzione che la poesia possa ancora incidere nella realtà contemporanea.
Docente e ambasciatore per la pace, ex-candidato Nobel, intellettuale di respiro internazionale, Gaye vive e opera ad Arcore, portando ovunque il nome della città attraverso la forza della parola poetica e dell’impegno civile. È grazie a lui che è nato ormai alcuni anni fa il Premio Letterario di Poesia e Narrativa “Città di Arcore”.
Ed è stato lui a promuovere la Giornata Mondiale della Poesia, divenuta nel tempo un appuntamento stabile e riconosciuto, parte integrante della vita culturale cittadina. Entrambe le attività hanno assunto un carattere ormai istituzionale, capaci di coinvolgere, cittadini, autori e studiosi, trasformando la poesia, la scrittura in generale, in uno strumento di dialogo, inclusione e crescita collettiva.
L’impegno di Gaye per la pace nel mondo

A questo impegno si affianca anche l’azione simbolica e concreta della piantumazione dell’ulivo, segno universale di pace, promossa da Gaye in diversi comuni italiani e in Romania, come gesto condiviso di memoria, dialogo e speranza tra i popoli.
Poeta pluripremiato in Italia e all’estero, Gaye è oggi una delle voci italosenegalesi più autorevoli del panorama letterario internazionale.
Italiano d’adozione, membro della Société des Poètes Français, Cavaliere delle Arti e delle Lettere della Repubblica Francese, presidente dell’Accademia Internazionale Léopold Sédar Senghor, membro in varie accademie al mondo, Gaye incarna un’idea di cultura come ponte tra popoli, lingue e tradizioni. La sua opera, bilingue e profondamente attraversata dal tema della pace, ha ricevuto riconoscimenti in numerosi paesi, facendone un ambasciatore della parola poetica come strumento di libertà e fratellanza. Un poeta che, partendo dalla Brianza, parla al mondo intero.
Il collettivo per la pace
“Ho fondato questo collettivo per cercare l’umano, per restituire all’uomo la possibilità di esprimersi attraverso la parola e la ragione – afferma Gaye – Credo che solo un ritorno alla coscienza, alla riflessione e alla pace interiore possa aprire la strada a una pace autentica tra i popoli”.
Il Collettivo nasce così come spazio di confronto, responsabilità e testimonianza culturale, in cui la parola poetica diventa strumento di educazione e consapevolezza. «La poesia ha il dovere di educare e di sensibilizzare», sottolinea ancora Gaye.
“In un mondo che continua a investire nelle armi, noi scegliamo di abbassarle: le armi giù, le parole in alto, perché la cultura è la prima forma di resistenza alla violenza”.
Un’iniziativa che conferma come Arcore, grazie all’opera e alla visione di Cheikh Tidiane Gaye, sia oggi uno dei luoghi da cui si irradia un messaggio universale di pace, dialogo e responsabilità culturale, capace di raggiungere molti Paesi e di unire, attraverso la poesia, voci diverse in un’unica aspirazione: costruire un mondo più umano.
Domani, martedì 20 gennaio 2026, ampio servizio sul Giornale di Vimercate.