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Il "Padrino e lo scrittore" per parlare di 'ndrangheta

Presentato in anteprima nazionale il film documentario del regista Marco Tagliabue sulla vicenda di Antonino Belnome, padrino e killer della 'Ndrangheta diventato collaboratore di giustizia.

Il "Padrino e lo scrittore" per parlare di 'ndrangheta
Attualità Seregnese, 22 Gennaio 2022 ore 09:41

A Seregno, venerdì sera, la proiezione in anteprima nazionale de "Il padrino e lo scrittore", il film documentario del regista seregnese Marco Tagliabue nella serata promossa dalla Rete associazioni legalità e giustizia sociale, con il patrocinio dell’Amministrazione. Centoventi le presenze in sala civica Gandini per parlare di 'ndrangheta.

Il padrino e lo scrittore per parlare di 'ndrangheta

Nella serata di venerdì 22 gennaio, a Seregno in sala civica Gandini, è stato presentato in anteprima nazionale il film documentario dal titolo "Il padrino e lo scrittore" del regista seregnese Marco Tagliabue. Racconta dell’incontro tra Antonino Belnome, 38enne padrino e killer di 'ndrangheta, che dieci anni fa è diventato collaboratore di giustizia svelando crimini irrisolti, cadaveri sepolti e affari sporchi nel nord Italia, e lo scrittore Michele Costa, che sta scrivendo la sua biografia. Nel dibattito dopo la proiezione è intervenuta  da remoto Alessandra Dolci, direttrice della Dda - Direzione distrettuale antimafia di Milano, oltre a Monica Forte, presidente della Commissione Antimafia Lombardia, il giornalista Mario PortanovaValerio D'Ippolito, referente di Libera Monza e Brianza.

"La 'ndrangheta è radicata nel territorio"

Circa centoventi le presenze in sala, fra cui il sindaco Alberto Rossi oltre ad assessori, consiglieri comunali e i rappresentanti locali dell'Arma dei Carabinieri. Il regista ha spiegato che la criminalità organizzata è ben nota e radicata nel territorio e, nonostante le inchieste e i processi che si sono succeduti nel corso degli anni, le presenze degli uomini di mafia continua e bisogna sapersi rapportare con questo contesto. Il giornalista Michele Costa, conosciuto anche per il sito d'informazione Infonodo (ora chiuso), ha invece sottolineato che in certi contesti profondamente connotati dalla 'ndrangheta è difficile una scelta etica nel segno della legalità e bisogna costruire le condizioni per poterla esercitare.

L'enorme ricchezza dalla droga

Alessandra Dolci ha spiegato l'evoluzione della 'ndrangheta "che vuole fare sistema con il mondo imprenditoriale, professionale e politico", con la droga quale principale fonte di reddito. Anche nelle ultime indagini condotte dalla Dda di Milano sono stati scoperti e sequestrati scatoloni pieni di denaro, nel caso di un trafficante di droga ben ventotto per un totale di 17 milioni di euro. Un sistema che occupa ormai molti settori economici, come la ristorazione, la gestione e il trattamento dei rifiuti, le scommesse e i videopoker e dietro i consorzi di cooperative spesso ci sono le famiglie della 'ndrangheta. La direttrice della Dda ha anche evidenziato il problema etico degli imprenditori che scelgono aziende in odore di 'ndrangheta per una logica di convenienza, e "ci sono soggetti condannati considerati autorevoli e da coinvolgere in eventi pubblici e nelle imprese".

Un ampio servizio sull'iniziativa nella prossima edizione del Giornale di Seregno, in edicola da martedì 25 gennaio.

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