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Seregno

Per l’Auditorium conto «salatissimo» di 3,4 milioni

La cifra «restitutoria» comprende lavori da liquidare all’azienda per 1,9 milioni di euro, oltre a interessi moratori e spese legali.

Per l’Auditorium conto «salatissimo» di 3,4 milioni
Attualità Seregnese, 12 Dicembre 2021 ore 15:00

Arriva a quasi tre milioni e mezzo di euro, un conto «salatissimo», la cifra che il Comune è stata condannata a pagare dalla Corte d’appello di Milano a favore del Cer - Consorzio emiliano romagnolo, per i lavori di riqualificazione di piazza Risorgimento e la realizzazione dell’Auditorium, un iter iniziato nel 1999.

Per l’Auditorium conto "salatissimo" di 3,4 milioni

Il Consiglio comunale, nella seduta di lunedì della scorsa settimana, ha votato la delibera di riconoscimento di legittimità del debito fuori bilancio in relazione alla sentenza. Tecnicamente «una presa d’atto ricognitiva» per aggiornare il bilancio in modo che siano rispettati gli equilibri fiscali, come ha illustrato l’assessore al Bilancio, William Viganò: «La cifra verrà accantonata dal Fondo rischi e contenziosi, parte integrante dell’avanzo 2020».
La vicenda giudiziaria aveva portato in primo grado il Tribunale delle imprese di Milano, nel 2016, a respingere tutte le richieste di risarcimento del Cer, pari a 11,3 milioni di euro, riconoscendo come legittima la risoluzione del contratto perché la ditta incaricata aveva lasciato il cantiere senza terminare i lavori.
"La Corte d’appello ha confermato la legittimità della risoluzione contrattuale con l’appaltatore, respingendo le richieste risarcitorie, ma riconoscendo in base alla perizia del Consulente tecnico d’ufficio la cifra restitutoria, come differenza tra dare e avere, pari a 1 milione e 961mila euro".

A questa cifra devono essere aggiunti gli interessi moratori, calcolati «in base alla normativa sui ritardi di pagamento della Pubblica amministrazione, che partono dal 2013, pari a un milione e 325mila euro circa, oltre alle spese legali, le spese generali e altre spese per un totale di tre milioni e mezzo».

Resta aperta la causa civile

Intanto presso il Tribunale di Monza resta aperta la causa civile con la richiesta di un risarcimento danni del Comune per difetti esecutivi e penali da ritardo quantificato in 3,3 milioni di euro, richiesti nel 2013, in attesa del giudizio di secondo grado della causa intentata dal Consorzio.
«Stiamo studiando con il nostro collegio difensivo come muoverci sul procedimento ancora sospeso, in modo da tutelare i soldi dei cittadini con urgenza», ha concluso l’assessore Viganò.
Nel dibattito è intervenuta Ilaria Cerqua, capogruppo di Forza Italia: «Mi aspettavo più certezze su come si agirà, se si vuole pagare e con quali responsabilità, oppure se si vuole agire per compensazione con il credito risultante dal procedimento sospeso, soldi che altrimenti rischiamo di non recuperare più, in quanto si tratta di una società in liquidazione coatta amministrativa».

«Una vicenda fra le più assurde degli ultimi anni»

Una vicenda giudiziaria lunga e «tra le più assurde degli ultimi anni», ha ricordato il consigliere Renato Minotti (Pd) in assise, con un cantiere che ha interessato il centro della città per un tempo considerevole.
«L’obiettivo primario dell’allora Amministrazione Perego, ideatrice del progetto, era quello di unificare e razionalizzare tutti gli uffici comunali - ha aggiunto il consigliere Aurelio Tagliabue dei Dem - In più si voleva restituire dignità a una zona importante del nostro centro storico, rendendola uno spazio vivibile e d’incontro, finanziato in parte con fondi pubblici. Un progetto totalmente stravolto dalla Giunta successiva».
L’intervento «ha distrutto la piazza più importante della città, costringendo diversi commercianti a chiudere - ha sottolineato il capogruppo di Cambia Seregno, Luca Montecampi - E ci ritroviamo con lavori fatti male, dagli intonaci all’assenza del wi-fi».
Concorde il consigliere Luca Lissoni del Pd: «Non è presente un service audio interno e gli zoccoletti sono fatti male».
La vicenda non è ancora finita perché «adesso dobbiamo intervenire con una cifra che è, solo di interessi, pari a metà del piano strade - è stato il commento di Davide Vismara di Ripartiamo Insieme - L’Auditorim è costato in tutto venti milioni di euro, un costo esagerato al metro quadrato, per un’opera che ha bisogno di interventi più che ordinari, anzi straordinari, per cui questa cifra sarà solo l’inizio».

«Pasticcio politico e amministrativo portato avanti con ostinazione»

A causa di lavori non pagati e consistenti interessi, l’Amministrazione si trova a dover pagare 3,4 milioni di euro dopo anni di carte bollate.
«È un pasticcio politico e amministrativo portato avanti con ostinazione - ha commentato in aula l’assessore ai Lavori pubblici, Giuseppe Borgonovo - Si tratta di un’opera che, come una grossa idrovora, ha assorbito tutte le risorse dell’epoca non consentendo altri lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria nella nostra città, oltretutto fatta male».

Di recente l’Auditorium è stato chiuso per problemi al pavimento della platea, che si è sollevato. «Siamo dovuti intervenire estraendo il pavimento del piano -2 per verificare le infiltrazioni, dovute ai lavori originari del sottofondo e riposare il tutto».
I lavori di posa sono stati completati dall’impresa valtellinese intervenuta a completare l’intervento noto come Cru 16, quindi non è più possibile accertare l’effettivo stato dei lavori effettuati dal primo appaltatore, il Cer. Inoltre le numerose varianti in corso d’opera hanno stravolto il progetto originario, la realizzazione di un palazzo comunale sostituito da una sala polifunzionale.
«Si è passati da una stima di 700 giorni circa per la realizzazione a un tempo ultimo previsto di 2290, rivedendo il contratto basandosi su un accordo fra le parti: l’impresa è scomparsa e legittimamente l’Amministrazione ha risolto il contratto, chiedendo un risarcimento - ha spiegato l’assessore - Si è andati avanti invece di risolvere il contratto all’origine, liquidare quanto dovuto, quindi il 10 per cento dei lavori non eseguiti fino all’occorrenza dei quattro quinti dell’importo contrattuale, ed emettere un nuovo bando per la progettazione ed esecuzione dell’immobile. Il progetto iniziale aveva un costo stimato di 7 milioni e il 10 per cento è 770mila euro, una cifra irrisoria rispetto a quanto dobbiamo pagare adesso».

Il valore del contratto era di 12,5 milioni di euro, ma «nel 2013 al momento del giudizio il Comune aveva già speso più di quella cifra e aveva un cantiere abbandonato, per cui è stato necessario un esborso ulteriore di 17 milioni per completarla più altri tre milioni e non è ancora finita. Per ogni mese di ritardo ci sarà un costo in più di 12mila euro di mora, oltre alla manutenzione ordinaria e straordinaria»

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