La storia

Ritrovano la loro madre biologica, dopo mezzo secolo, grazie al test del Dna

Grazie al dna Adelia e Beatrice Mereu hanno ritrovato la madre che 46 anni fa le aveva "abbandonate" in Cile quando avevano pochi mesi di vita.

Ritrovano la loro madre biologica, dopo mezzo secolo, grazie al test del Dna
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Dopo 46 anni, grazie al test del dna effettuato casualmente da suo figlio Alessandro, è riuscita a rintracciare la madre biologica Maria Veronica Soto Toro 64 anni, che mise al mondo lei e sua sorella gemella. La stessa donna che poi le "abbandonò", in Cile, nel lontano 1979, prima che venissero adottate da una famiglia sarda in circostanze ancora oggi misteriose e da chiarire. E oggi le due donne hanno lanciato una raccolta fondi per poter pagare le spese di viaggio e riuscire a raggiungere il Cile per riabbracciare la madre.

Una storia incredibile

Ha davvero dell’incredibile la storia ha per protagonista la 46enne di Lesmo Adelia Mereu, residente in via Marconi e impiegata alla Lega del Filo d’Oro e la gemella Maria Beatrice, residente ad Anzio, nel Lazio.

"Io e mia sorella siamo nate nel 1979 nella città di Concepción, in Cile - ha raccontato Adelia - Fino a quando avevamo 8 mesi siamo stati con lei. Successivamente, anche a causa della povertà in cui viveva mamma e alle nostre condizioni di salute, siamo state allontanate e, dopo qualche mese adottate da una famiglia sarda che aveva fatto richiesta di adozione in Cile. Ancora oggi non sappiamo come andarono veramente le cose e cioè se davvero mamma ci abbandonò a causa delle condizioni economiche oppure fu l’allora dittatore Pinochet ad ordinare il nostro allontanamento".

Adelia e Beatrice arrivarono in Italia nel 1980

Nel 1980 e Adelia e Beatrice arrivarono in Italia, in Sardegna, nel comune di Escalaplano e rimasero con Maria Antonietta Chessa e Luciano Mereu, i loro genitori adottivi, fino all’età di 16 anni.

"Purtroppo papà Luciano morì giovane, quando avevamo dieci anni - ha continuato Adelia - Una morte prematura che purtroppo fece cadere mamma in depressione. All’età di 16 anni, a causa di problemi famigliari, io e mia sorella, grazie all’aiuto degli assistenti sociali, decidemmo di lasciare l’appartamento e di proseguire i nostri studi in collegio, a Santu Lussurgiu. Appena entrai in istituto incontrai Riccardo Cauli, il mio attuale marito. Ci siamo innamorati fin da subito e, agli inizi degli anni duemila arrivammo prima a Desio, ospitati da amici e successivamente a Lesmo, dal 2004. Con lui ho realizzato il mi sogno di costruire una bellissima famiglia composta da 4 figli: Gianluca di 23 anni, Alessandro di 21, Christian di 18 e Matteo di 16 anni".

Il merito del "ritrovamento" è del figlio Alessandro

Se tra qualche mese Adelia e Beatrice potranno riabbracciare la loro madre il merito è del loro secondogenito.

"Qualche mese fa Alessandro ha voluto sottoporsi ad un test del dna per capire meglio le sue origini etniche e trovare parenti sparsi per il mondo al fine di riuscire a ricostruire l’albero genealogico della nostra famiglia - ha continuato Adelia - Ha spedito il tampone attraverso il sito internet “myheritage” e quando abbiamo ricevuto la risposta siamo rimasti senza parole. In pratica grazie al test abbiamo scoperto una corrispondenza genetica del 35% tra mio figlio e una donna che aveva effettuato lo stesso tampone in CIle qualche anno fa. Ci è stato fornito anche il suo nome. Ho cercato questa donna su Facebook e quando l’ho trovata le ho scritto un messaggio in privato. Dopo qualche minuto, anche grazie ad alcune domande che ci siamo sottoposte a vicenda, ho scoperto che era mia mamma biologica e che anche lei si era sottoposta all’esame perchè era alla ricerca di me e di mia sorella. Inizialmente Beatrice dubitava ma, successivamente , si è convinta che era la nostra vera mamma. In quel momento sono scoppiata a piangere, non ci credevo, avevo il cuore che batteva forte. Ora ci sentiamo praticamente ogni giorno, anche attraverso le videochiamate. Parlando con lei, in questi giorni, ho anche scoperto di avere due fratelli, Alexis e Pedro e una sorella non di sangue dato che mia madre poi si era risposata. Quando la vedrò la prima cosa che le chiederemo è quella di spiegarci come andarono le cose".

Ora le due sorelle hanno lanciato una raccolta fondi su gofund.me per raccogliere danaro necessario per organizzare il viaggio in Cile.

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