A rischio la scuola di San Giorgio a Desio: genitori, docenti e istituzioni si uniscono per salvarla. Sono solo tredici gli iscritti alla classe prima della Tagliabue per il prossimo anno scolastico. Un numero molto ridotto che preoccupa. Il sindaco, Carlo Moscatelli, l’assessore competente, Jenny Arienti, la vicesindaca, Jennifer Moro, e la referente per il quartiere, Mariangela Ravasi si sono confrontati in un incontro pubblico sul futuro del plesso. Presenti la preside, Maria Luisa Smiroldo, diverse insegnanti, don Mauro Barlassina e la coordinatrice della scuola dell’infanzia paritaria.
Preoccupazione per la primaria Tagliabue a San Giorgio
“I numeri ridotti per pre e post-scuola, il fatto di avere la primaria al confine con Lissone, ma anche il calo demografico sono tutte criticità che hanno contribuito in questi ultimi anni all’importante calo delle iscrizioni – è intervenuta la dirigente – Io ce l’ho messa tutta per promuovere la scuola ma la realtà è che quest’anno arriviamo con tredici iscritti e la situazione è molto preoccupante. Altro limite – ha poi aggiunto – il fatto di non avere nel nostro Istituto comprensivo delle sezioni di scuola dell’infanzia, per poter prevedere una continuità. La scuola dell’infanzia è paritaria ma da lì di iscrizioni ne arrivano poche”.
«Siamo disposti a collaborare, la paritaria è una scuola che deve aprire ponti. C’è la volontà anche da parte nostra di rilanciare la primaria Tagliabue», ha garantito da parte sua don Mauro Barlassina.
“Il quartiere di San Giorgio è uno dei più strutturati in città – ha evidenziato Arienti – C’è sinergia con le istituzioni, c’è una notevole partecipazione da parte dei genitori; qui ad esempio, a differenza di altre scuole, il pedibus funziona. Pensare per il futuro alla chiusura di luoghi d’incontro come la scuola significa far morire il quartiere. Per questo è nostra intenzione capire quali sono le criticità e adoperarci per capire cosa fare per non chiudere».
Una scuola con un’offerta formativa ricca e tanti progetti
“I nati a San Giorgio nel 2020 (i bimbi che inizieranno la prima a settembre) sono stati 32, dieci hanno deciso di iscriversi alla primaria Tagliabue, gli altri altrove. Come Amministrazione abbiamo garantito l’attivazione del pre e post-scuola anche se non ci sono i numeri minimi, l’offerta formativa in questa scuola è molto elevata, i progetti sono molteplici, c’è una palestra che è recentissima – ha specificato l’assessora – I genitori sono molto attivi, ma con soli tredici iscritti la situazione è altamente critica”. La scuola ha anche un’aula informatica con venti postazioni, l’aula di musica, una biblioteca molto ricca di testi, è l’unica primaria in città in cui è stato attivato il Clil, l’insegnamento di una materia in inglese con insegnante madrelingua, e c’è un progetto sportivo con le società del territorio. Con la materna paritaria, inoltre, “già da quest’anno è in atto una collaborazione”, hanno fatto presente le insegnanti.
“Un problema è che le iniziative non vengono più pubblicizzate, non ci sono più gli alunni da Lissone, e la presenza di bimbi stranieri deve essere un valore aggiunto, per un progetto d’inclusione”, le osservazioni evidenziate dai presenti.
“Non ci sono scuole ghetto, San Giorgio non lo è – ha ribattuto Arienti – Nella nostra città ci sono scuole multiculturali e progettualità gratuite come ci sono qui sono di sicuro un grande valore per la primaria. Lavoriamo insieme”, il suo appello.
Le proposte di genitori e docenti
Tra i genitori nel pubblico, uno ha invitato l’Amministrazione a intervenire sulla viabilità, al mattino particolarmente critica, per chi arriva dall’altra parte del cavalcavia di via Tagliabue. Tra le ipotesi c’è quella di lavorare sull’orario scolastico per evitare i momenti di maggiore traffico. Altri hanno chiesto di capire qual è l’effettivo bacino d’utenza della scuola, attraverso anche dei questionari alle famiglie. Ravasi ha suggerito di aprire più volte durante l’anno la scuola al quartiere per far conoscere i progetti. Il sindaco ha poi invitato a lavorare tutti insieme con l’obiettivo che “questa scuola rimanga aperta e sempre con più alunni, perché è un presidio sul territorio che non possiamo perdere”.