C’è una filastrocca che racconta di amicizia e sport condiviso. Parla di un gruppo di amici «generosi ma anche un po’ scherzosi», che da un viaggio insieme hanno fatto nascere un progetto capace di cambiare la vita di tanti bambini.
Sugli sci da non vedente, grazie all’associazione
Dietro quei versi semplici e ritmati c’è la voce di Carolina Ficai Veltroni, psicologa e psicoterapeuta, 32enne, milanese di origine e colnaghese d’adozione, laureata alla Università Cattolica di Milano. È lei ad aver dato forma poetica allo spirito di Sassetti ODV di Arcore, realtà nata appena un anno fa ma già diventata un punto di riferimento per le famiglie con bambini con disabilità.
La storia di Sassetti ODV comincia, come spesso accade nelle esperienze più autentiche, da relazioni personali. Quattro imprenditori amici, uniti dal lavoro e dalla passione per le vacanze condivise, decidono di trasformare la solidarietà in azione concreta. L’idea prende corpo dopo un viaggio che li riunisce e li arricchisce di incontri ed emozioni: da lì nasce il desiderio di costruire qualcosa che lasci un segno.
Non metaforicamente ma davvero: tra i progetti più ambiziosi c’è infatti la realizzazione di un palazzetto dello sport accessibile, simbolo di un sogno collettivo che diventa infrastruttura sociale. La missione dell’Associazione è chiara: offrire ai bambini con disabilità e non, opportunità di movimento e incontro. Sport come strumento di autonomia, autostima e inclusione. Non solo attività in palestra: Sassetti collabora con altre realtà per ampliare l’offerta, dalle uscite in bicicletta all’equitazione, fino allo sci e al trekking. Un impegno condiviso anche dalla stessa Carolina, che partecipa al Gruppo Sciatori Ciechi, testimonianza concreta della convinzione che ogni persona, indipendentemente dalle difficoltà, abbia diritto allo sport.
La filastrocca di ringraziamento

La filastrocca di Carolina nasce quasi per caso, come spesso succede alle cose più riuscite.
«Sono psicologa e psicoterapeuta – ha raccontato Carolina – La mia relatrice mi aveva chiesto un testo in rima. Quando il presidente di Sassetti ha saputo che scrivevo filastrocche, ne ha voluta una anche per loro».
Così, con un linguaggio accessibile e giocoso, sono stati tradotti valori complessi: la diversità come ricchezza, la collaborazione tra competenze diverse, il sogno che diventa progetto. In un anno di attività Carolina è diventata una partecipante attiva della vita associativa. È lo stesso spirito che emerge nei versi:
«Tutti insieme eventi organizziamo, perché ad un’unica squadra apparteniamo». Una visione inclusiva che guarda al futuro senza svelare tutto, «perché tante sorprese ancora serbiamo», e poi ancora «anche tu molto puoi fare e Sassetti contattare».
È un appello che suona come una promessa: l’impegno di ciascuno non verrà dimenticato. Perché, come conclude la filastrocca, tutto nasce da un grazie — semplice, diretto, umano — rivolto a chi sceglie di dedicare attenzione agli altri. In fondo, è proprio da qui che comincia ogni storia di inclusione.