Novità in Brianza

A Varedo primi due hotspot territoriali per la diagnosi del Covid-19

Seguiranno, nelle prossime settimane, i punti di Limbiate e Monza. 

A Varedo primi due hotspot territoriali per la diagnosi del Covid-19
Desiano, 30 Ottobre 2020 ore 14:31

A Varedo primi due hotspot territoriali per la diagnosi del Covid-19. Seguiranno, nelle prossime settimane, i punti di Limbiate e Monza.

A Varedo primi due hotspot territoriali per la diagnosi del Covid-19

Lunedì 2 novembre a Varedo, in via San Giuseppe 13, verranno aperti i primi due hotspot territoriali per la diagnosi del Covid-19. Ad annunciarlo è stato l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera assieme al Direttore Generale dell’Asst di Monza, Mario Alparone.

Di cosa si tratta? In breve sono le prime due strutture che, sul territorio di Monza e Brianza, daranno il via ad un percorso integrato tra ospedale e territorio per affrontare la rapida diffusione epidemica di Sars Cov-2.

Uno strumento ritenuto indispensabile, visto l’aumentare dei contagi, per quei pazienti che non versano in stato di acuzie, fornendo loro assistenza medica e allo stesso tempo limitando i sovraffollamenti nei Pronto Soccorso.

“La decisione di apertura degli hotspot territoriali risponde ad un duplice obiettivo – spiega l’Assessore Gallera -: integrare le prestazioni della medicina territoriale con quelle specialistico-ospedaliere offrendo così ai medici di medicina generale un punto di riferimento di prossimità verso cui indirizzare i pazienti che necessitano di un accertamento della patologia da coronavirus”.

Monitoraggio dei malati senza sovraffollamento dei Pronto Soccorso

“Grazie a questo progetto – spiega il Direttore Generale Alparone – è possibile garantire una maggiore appropriatezza negli accessi ai pronti soccorso indirizzando sugli ambulatori territoriali quei pazienti che non versano in stato di acuzie, in questo modo cercando anche di limitare sovraffollamenti nei PS”.

Sono previsti 6 ambulatori in 3 hotspot distinti: i primi due ad aprire, lunedì 2 novembre, saranno situati all’interno dell’hotspot di via San Giuseppe a Varedo con orario 8.30/12.30 – 13.00/15.30. Nelle prossime settimane saranno quindi attivati gli hotspot di Limbiate e di Monza.
L’accesso non sarà libero, bensì avverrà esclusivamente previo appuntamento che potrà essere preso direttamente, ed esclusivamente, dal medico curante. Il paziente, all’interno delle strutture dedicate, verrà sottoposto a diversi accertamenti tra cui: rilevazione dei parametri vitali con saturimetria, eco fast del torace e visita specialistica.

Le visite e il telemonitoraggio h24

“Il paziente inviato all’hotspot verrà sottoposto a visita specialistica e ad una diagnostica adeguata – commenta Gallera – e potrà quindi essere inviato a casa in telemonitoraggio oppure direttamente al ricovero in reparto saltando quindi il passaggio in pronto soccorso. Si tratta quindi di una risposta efficace, rapida e tempestiva che pone la persona al centro del percorso di diagnosi, cura e assistenza, nell’ambito di una proficua e virtuosa collaborazione fra ospedale e territorio”.

Un nuovo percorso di valutazione clinica

“Sin dalla ricostituzione della mia unità di crisi a fine agosto – sottolinea il Direttore Generale della ASST Monza Mario Alparone – ero convinto che la strategia giusta per la seconda ondata fosse associare un argine territoriale alla gestione ospedaliera. Per questo ho chiesto ai nostri specialisti di predisporre un percorso di valutazione clinica per poter aiutare i Medici di medici generale ad individuare con semplicità quando il caso sospetto sia da inviare in pronto soccorso e quando invece si può gestire a domicilio o nei nostri centri territoriali. Lo abbiamo proposto al nostro Ordine dei medici che ha accolto con grande favore l’iniziativa. Apriremo fino a 6 centri territoriali dove specialisti e medici di medicina territoriale collaboreranno insieme. Spero questa iniziativa venga seguita anche
da altre aziende”.

Plauso dell’Ordine dei Medici di Monza e Brianza

“Si plaude a questa iniziativa di vera integrazione territorio-ospedale che contribuisce a migliorare la gestione di un paziente che può presentare un potenziale aggravamento in brevissimo tempo, evitando il dramma già vissuto nella prima fase – aggiunge Carlo Maria Teruzzi, presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Monza e della Brianza -. Questa emergenza ci pone nuove sfide: siamo tutti chiamati a ripensare anche il nostro ruolo e a ritrovare vie per vivere il nostro impegno con spirito collaborativo affrontando la complessità dell’emergenza con il genuino senso del prendersi cura”.

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