Airone ferito salvato da una coppia caratese FOTO

L'animale è stato portato all'Enpa e dovrebbe rimettersi.

Airone ferito salvato da una coppia caratese FOTO
Monza, 17 Aprile 2018 ore 12:42

Airone ferito salvato da una coppia caratese. E’ successo domenica pomeriggio a Realdino. L’animale è stato portato all’Enpa e dovrebbe rimettersi. L’Enpa condanna l’abitudine dei pescatori di abbandonare ami e lenze.

Airone ferito salvato da una coppia caratese

Un femore rotto e un grosso amo da pescatore conficcato in una zampa. E’ stata una fortuna che l’airone domenica pomeriggio sia stato notato da una coppia caratese. Dal balcone della loro abitazione, nella zona di Realdino, hanno notato l’animale, che come sempre sosta sul greto del fiume Lambro.

Solo che questa volta era immobile, accasciato a terra e con le ali aperte.

Marito e moglie sono immediatamente scesi in strada e, quando hanno visto l’airone da vicino, hanno capito che la situazione era critica. Così l’hanno messo in uno scatolone e sono corsi al rifugio Enpa di Monza.

 

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La corsa all’Enpa e le cure

Arrivato in via San Damiano l’animale, un airone cinerino (Ardea cinerea), chiamato così per la splendida livrea grigia e bianca, è stato preso in cura dai volontari e poi trasportato da una volontaria ENPA al Centro Recupero Animali Selvatici di Vanzago (in provincia di Milano). Una struttura gestita dal WWF.
Dove gli è stata diagnosticata la frattura di un femore. L’ipotesi è che a causa del dolore e del fastidio causato dall’amo, quasi sicuramente abbandonato da qualche incauto pescatore, l’animale non sia riuscito a reggersi bene sulle zampe e sia caduto rovinosamente, fratturandosi la zampa.
Ricoverato al CRAS, la speranza è che possa rimettersi completamente e poter così tornare al più presto nel suo habitat lungo il fiume che costeggia Realdino.

Episodi analoghi negli ultimi anni

Non è la prima volta che ENPA si trova a fare i conti con i danni causati alla fauna selvatica dalla negligenza o indifferenza dei pescatori che spesso abbandonano lenze e rami dopo l’attività di pesca. A luglio 2017, per citare uno degli ultimi fatti,  due merli sono stati trovati a Monza appesi al ramo di un albero fuori dal loro nido con le zampette legate insieme con un filo di nylon. Uno ce l’ha fatta, l’altro no.

Nel novembre 2016 è stata la volta di un gabbiano, recuperato a Monza e poi morto per colpa di una lenza abbandonata che si è attorcigliata sul corpo e sul becco, quasi tranciandogli una zampa.

A maggio 2017, ricorda Enpa, è stata soccorsa una grossa tartaruga sulla sponda del Lambro in centro Monza: presentava un foro nella parte inferiore del becco, probabilmente provocato da un amo da pesca.
Tornando parecchio indietro negli anni a ottobre 2013 tocca a una gallinella d’acqua che ha rischiato di perdere la zampa al parco Increa di Brugherio.
Sempre nel 2013 ma a febbraio l’arrivo in ENPA di un esemplare di germano reale con del filo di nylon attorcigliato alle le zampe, alle ali e a buona parte del corpo. Il filo aveva danneggiato nervi e circolazione di una zampa che è stata purtroppo amputata. Impossibilitato a tornare nel suo habitat naturale, è stato affidato a un privato in un contesto idoneo.

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