Covid e Famiglia

Boom di divorzi dopo il lockdown a Villasanta: richieste di separazione aumentate del 100%

L'emergenza Covid-19 sta mettendo a dura prova tenuta delle famiglie, anche a Villasanta. Nel 2020 ben 16 coppie hanno chiesto il divorzio

Boom di divorzi dopo il lockdown a Villasanta: richieste di separazione aumentate del 100%
Cronaca Vimercatese, 22 Gennaio 2021 ore 19:00

Boom di divorzi dopo il lockdown a Villasanta: richieste di separazione aumentate del 100% nel corso del 2020.

L’emergenza Covid-19 sta mettendo a dura prova il tessuto sociale e la tenuta delle famiglie, anche a Villasanta. Nel corso del 2020 ben 16 coppie si sono recate negli uffici comunali di piazza Martiri della Libertà per iniziare le pratiche di separazione.

Se da una parte il lockdown ci ha fatto soffrire la lontananza dagli affetti lontani, dall’altra ha provocato un forte aumento delle crisi di coppia che, invece, il lockdown lo hanno vissuto a stretto contatto. Si’, si parla ancora di mogli e mariti che, al termine o durante la pandemia, hanno deciso di porre fine al loro matrimonio.

Aumento del 100%

Numeri raccapriccianti quelli snocciolati dal vicesindaco di Villasanta Gabriella Garatti.

“Nel corso del 2020 sono raddoppiate le coppie che hanno richiesto il divorzio  – ha sottolienato Garatti – Nel 2019 erano state 8 e così, mediamente, anche negli anni passati. Nel 2020, invece, il dato è raddoppiato ed è passato a 16. Non sono in grado di dire se è un fenomeno legato solamente alla convivenza forzata imposta dalla pandemia, anche perchè alcune situazioni di disagio si trascinavano già da anni…”.

Il dato nazionale

Il dato villasantese è nettamente superiore rispetto a quanto sta avvenendo a livello nazionale.

Secondo l’Associazione nazionale divorzisti nel 2020 c’è stato un aumento annuo delle separazioni del 60%.

“Sono aumentate tantissimo le richieste di separazione dovute principalmente alla convivenza forzata”, spiega all’ANSA Matteo Santini, presidente dell’Associazione nazionale avvocati divorzisti.

Numeri leggermente diversi, ma altrettanto drammatici per l’Associazione avvocati matrimonialisti italiani.

“La pandemia ha creato l’emergenza familiare non solo quella economica – dice all’ANSA il presidente dell’Ami, l’avvocato Gian Ettore Gassani -, che sottolinea non solo l’aumento delle richieste di separazioni ma denuncia anche un incremento di violenze all’interno della famiglia.

Le altre statistiche villasantesi

L’anno che si è concluso da tre settimane, condizionato a tutti i livelli dalla pandemia da coronavirus, ha inevitabilmente generato pesanti ricadute anche sull’evoluzione delle vecchie e nuove famiglie villasantesi. Anche il parroco don Alessandro Chiesa, nei giorni scorsi, dando una occhiata alle statistiche riguardanti il numero di nascite e decessi, aveva lanciato l’allarme per la sproporzione funerali e battesimi.

Abbiamo confrontato i dati demografici del 2020 che è possibile trovare sul sito internet del Comune di Villasanta con lo “status animarum” pubblicato dalla comunità pastorale “Madonna dell’Aiuto” sul primo numero de “L’eco della comunità”.

Ben 197 i decessi a fronte di 99 nascite

Se i nati in città nel 2020 sono stati 99, i battesimi celebrati a Sant’Anastasia e a San Fiorano sono stati solamente 39 (diventano quaranta se ci aggiungiamo l’unico battesimo celebrato a San Giorgio che però, ricordiamo, si trova sotto il Comune di Biassono). E a fronte di 197 decessi, i funerali celebrati in chiesa sono stati 22 in meno e si attestano a 175 (ai quali si possono aggiungere 9 funerali celebrati a San Giorgio).
Un saldo nettamente negativo forse frutto anche della pandemia che ha colpito duramente Villasanta e non solo nel corso del 2020 . Numeri, quelli forniti dal parroco don Alessandro Chiesa che sono stati così spiegati dallo stesso sacerdote.

Il bilancio del parroco

“Impressionante e preoccupante l’evidente sproporzione tra decessi (184) e battesimi (40) in tutta la comunità pastorale – aveva sottolineato il parroco sul bollettino parrocchiale qualche settimana fa – Possiamo affermare che il numero dei morti, rispetto alla media degli anni scorsi, è salito di circa 30 unità. A causa della pandemia non è stato possibile celebrare le prime comunioni a maggio e, per questo sono state rinviate nei mesi di ottobre e novembre a piccoli gruppetti. L’esiguo numero di matrimoni è dovuto, oltre al sempre minor numero di coppie che si sposano, al fatto che molte nozze in programma durante il 2020 (circa una ventina) sono state rinviate al 2021 per le restrizioni ai festeggiamenti dovute ai protocolli contro la diffusione da Covid-19. In generale possiamo dire che sono dati che ci porteranno a fare delle dovute riflessioni durante i prossimi mesi”.

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