Così la società

Caso-tamponi, il Monza “è estraneo all’indagine”

L'avvocato Francesco De Martino sottolinea che la "società è in regola"

Caso-tamponi, il Monza “è estraneo all’indagine”
Cronaca Monza, 23 Novembre 2020 ore 18:55

“Il Monza è estraneo all’indagine sui tamponi”. Così il legale della società biancorossa, Francesco De Martino.

La nota

“L’Ac Monza è totalmente estranea alle notizie diffuse sul coinvolgimento del dottor Fusi in un’indagine per esercizio abusivo della professione medica. C’è un protocollo della Figc che prevede di effettuare i tamponi e il Monza lo rispetta – le parole dell’avvocato De Martino in una nota diffusa dalla società brianzola dopo l’esplosione del caso-tamponi –  La società fa eseguire i tamponi molecolari dal laboratorio San Giorgio. Inoltre, per sicurezza, il Monza da metà ottobre effettua anche i test rapidi antigenici”.

Nas al Monzello per i tamponi

Domenica si sono svolti gli accertamenti di Nas e Guardia di Finanza, presso Monzello, dove la squadra biancorossa si allena. “Ma i test che il Monza fa svolgere sono tenuti da medici – ancora De Martino, dello studio legale Cantamessa – Dagli accertamenti fatti per verificare il rispetto e la regolarità delle procedure per l’esecuzione dei tamponi anti Covid è emerso che il Monza è in regola sotto tutti i profili igienico sanitari. Sono state visionate le fatture di pagamento e i nomi dei medici che, a turno, effettuano i test rapidi. L’Ac Monza ha fornito tutta la documentazione richiesta e non è coinvolta nelle indagini”.

Medico indagato

Al centro dell’indagine ci sarebbe il dottor Cristiano Fusi,  attualmente primario in Clinica Zucchi. Fusi, in passato medico del Milan e della Nazionale italiana magistrati, risulterebbe  indagato in concorso con ignoti per esercizio abusivo della professione medica. Secondo gli inquirenti avrebbe consentito di effettuare i tamponi a persone che sarebbero risultate, dai primi accertamenti, privi di titoli.

Tamponi regolari?

Stando a quanto riportato in una nota dell’Ansa, l’indagine, coordinata dalla Dda, il dipartimento che si occupa di criminalità organizzata, intende fare luce sulla regolarità dell’approvvigionamento dei tamponi e individuare dove vengono processati ai fine di un corretto tracciamento degli eventuali contagiati. I pm Silvia Bonardi e Alessandra Cerreti hanno acceso un faro sulla società cui la squadra del patron Silvio Berlusconi ha affidato una consulenza esterna per fornire gli stessi tamponi e il medico per effettuarli. Società che risulta occuparsi di rifiuti, energia rinnovabile e altro e che da novembre ha esteso il suo oggetto sociale anche ai dispositivi di protezione individuale ma, è stato accertato, non ai tamponi. Quando sono state fatte le verifiche presso la sede del Calcio Monza, che non è indagato, era presente una dottoressa e non sono state riscontrate irregolarità. La stessa società, è uno dei sospetti di inquirenti e investigatori, avrebbe fornito i tamponi a Fusi. Il professionista ha negato qualsiasi suo rapporto con la squadra monzese.

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