E' accaduto a Lissone

Chiede un finanziamento con documenti falsi: beccato in flagranza

I Carabinieri, dopo averlo scoperto, hanno evitato che il 26enne che voleva acquistare una costosa bicicletta si desse alla fuga

Chiede un finanziamento con documenti falsi: beccato in flagranza
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Stava chiedendo un finanziamento, per acquistare una costosa bicicletta a Lissone, con documenti falsi. Scoperto, per lui è arrivato un foglio di via.

Finanziamento con documenti falsi: beccato

Una tecnica ben collaudata, quella scoperta dai Carabinieri di Lissone, che nei giorni scorsi hanno messo in campo tutte le risorse disponibili, arrestando un 26enne di origini campane, ritenuto responsabile dei reati di resistenza, possesso e fabbricazione di documenti falsificati e tentata truffa.

Nella circostanza, i militari del Comando di via 25 Aprile, nel corso di un servizio di prevenzione e contatti con pubblici esercenti, hanno notato all’interno di un esercizio commerciale di vendita di biciclette di viale Valassina, una persona intenta ad effettuare un acquisto di articoli sportivi.

Tenta la fuga, ma gli va male

L’acquirente, intuite le intenzioni degli uomini dell’Arma tese ad approfondire la sua presenza, ha assunto un atteggiamento sospetto e per evitare di essere controllato si è dato precipitosamente alla fuga, prima di essere raggiunto e bloccato poco dopo.

Dalle dichiarazioni i militari dell'Arma hanno appreso che il 26enne stava finalizzando l’acquisto di un velocipede del valore di circa 5mila euro, mediante la stipula di un contratto di finanziamento, fornendo il documento d’identità.

I Carabinieri non hanno perso tempo e hanno scoperto che la carta d’identità presentata al commerciante era del tutto contraffatta ed intestata ad un ragazzo residente nella Provincia di Milano, ma verosimilmente inesistente sul territorio nazionale.

Non era la prima volta

Attraverso un lavoro certosino dei Carabinieri lissonesi, operato in stretta sinergia con quelli competenti territorialmente in Lombardia, è emerso che il 26enne utilizzando la stessa strategia delinquenziale, qualche giorno prima aveva commesso l’identica frode, questa volta più redditizia, ai danni di altri due punti vendita di Milano e Piacenza, portandosi via due biciclette del valore di circa 10mila euro.

Alla luce delle evidenze emerse, il 26enne campano e su autodichiarazione residente in un paese scandinavo, quasi potendolo definire una “mosca bianca” nel suo settore, al termine del processo, con un provvedimento di foglio di via obbligatorio, ha potuto raggiungere i familiari rimanendo in Italia.

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