Tribunale

Condannati i due trapper che rapinarono l'operaio nigeriano in stazione

Il giudice ha disposto quattro anni di carcere per Jordan Tinti di Bernareggio; uno in più per il "collega" Gianmarco Fagà

Condannati i due trapper che rapinarono l'operaio nigeriano in stazione
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Condannati i due trapper responsabili della rapina con insulti razzisti commessa questa estate alla stazione di Carnate. Gli imputati sono Jordan Tinti di Bernareggio (25enne, nome d’arte Jordan Jeffrey Baby, cresciuto nella Crew 20900, come il codice postale di Monza) e il romano Traffik, al secolo Gianmarco Fagà.

Condannati i due trapper

I due trapper erano stati fermati ad agosto scorso dai carabinieri di Vimercate e si trovano in carcere da allora. Il gup Angela Colella, al termine del processo celebrato con il rito abbreviato nella mattinata di oggi, mercoledì 19 aprile 2023, ha condannato Jordan Tinti a quattro anni e quattro mesi di reclusione, e Gianmarco Fagà a cinque anni e quattro mesi, prevedendo una provvisionale di 10mila euro a favore della parte offesa.

La rapina a Carnate

La scorsa estate i due, difesi dagli avvocati Federico Edoardo Pisano ed Ettore Terracciani, avevano preso di mira il 42enne nigeriano Francis Aliu Yaogeh, operaio in regola presso un'azienda di tendaggi di Lesmo. L'uomo era stato vittima di rapina in pieno pomeriggio, mentre percorreva il sottopassaggio della stazione di Carnate spingendo la propria bici. I due, a torso nudo con una maglia sulle spalle, si erano impossessati del mezzo e dello zaino che portava in spalla minacciandolo con insulti razzisti e con il coltello.

L'arresto

La vittima, una volta a distanza, aveva fotografato con il cellulare i due giovani, che erano saliti sul treno per Milano Porta Garibaldi. Poco prima li aveva invitati a restituirgli le sue cose, ma i due rapper, invece, avevano buttato la refurtiva sui binari, riprendendosi durante questa azione. Grazie alla descrizione della vittima e alle foto scattate con il telefonino, i carabinieri li avevano individuati a qualche giorno di distanza dal fatto e arrestati prima di essere tradotti in carcere, prima a Monza e poi a Pavia, dove Tinti ha anche provato a togliersi la vita nei mesi scorsi per via delle complicate condizioni fisiche e psicologiche.

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