A Seregno la consigliera contesta l’ex ministro dell’Interno

Critiche sull'istituzione della commissione d'indagine nell'autunno 2017 dopo l'inchiesta giudiziaria. "Su quali elementi?".

A Seregno la consigliera contesta l’ex ministro dell’Interno
Seregnese, 17 Aprile 2019 ore 11:57

A Seregno le critiche del capogruppo di Forza Italia, Ilaria Cerqua, nei confronti dell’ex ministro dell’Interno Marco Minniti, che aveva istituito la Commissione d’indagine Antimafia nell’autunno del 2017, dopo l’inchiesta giudiziaria per presunta corruzione sull’urbanistica.

La protesta del consigliere Ilaria Cerqua

A Seregno clamorosa protesta del capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Ilaria Cerqua, nei confronti dell’ex ministro dell’Interno Marco Minniti, oggi deputato del Partito Democratico. Motivo della contestazione l’istituzione della Commissione d’indagine Antimafia nell’autunno del 2017, dopo l’inchiesta giudiziaria per presunta corruzione sull’urbanistica. La Commissione non ha evidenziato infiltrazioni mafiose nell’apparato comunale, dopo gli accertamenti condotti in città fra la fine del 2017 e l’inizio dell’anno successivo.

“Perché è stata istituita la commissione?”

Il consigliere azzurro Ilaria Cerqua sottolinea che “non è mai stata contestata alcuna aggravante di mafia ai soggetti coinvolti nell’inchiesta giudiziaria. Il ministro come ha potuto nominare la Commissione d’indagine Antimafia? E su quali elementi? Sull’onda dei telegiornali?”.

Il decreto ministeriale “scoperto” dopo dieci mesi

Soltanto pochi giorni fa è stato reso noto ufficialmente il decreto ministeriale del maggio 2018, firmato dall’allora ministro dell’Interno Marco Minniti, che esclude infiltrazioni mafiose in Comune. In Consiglio ne ha dato comunicazione il sindaco, Alberto Rossi, a seguito di una richiesta avanzata dallo stesso consigliere Ilaria Cerqua.

Negato l’accesso agli atti dalla Prefettura

Intanto, con una nota dell’11 aprile, la Prefettura di Monza e Brianza ha  rigettato l’istanza di accesso avanzata dal consigliere comunale Davide Ripamonti, presidente della commissione Legalità, per conoscere la relazione conclusiva della Commissione d’indagine e la relazione del Prefetto di Monza e Brianza, datata 24 aprile 2018. Nei documenti viene evidenziata “l’insussistenza delle condizioni legittimanti l’applicazione delle norme sullo scioglimento del Consiglio comunale”, come disciplina l’articolo 143 del Testo unico degli Enti locali.

“Sono documenti riservati”

Motivi di riservatezza all’origine del diniego della Prefettura. “Considerata la loro attinenza ad esigenze di tutela della sicurezza e dell’ordine pubblico, si ritiene che una loro ostensione si porrebbe in contrasto con la finalità di tutela degli interessi pubblici” si legge nella comunicazione prefettizia.

Il commento del sindaco Rossi

“Abbiamo registrato con favore e sollievo la notizia della non sussistenza delle condizioni legittimanti l’applicazione delle norme sullo scioglimento del Consiglio Comunale per infiltrazioni mafiose – le parole del sindaco, Alberto Rossi – Ma parimenti dobbiamo avere la consapevolezza che il Comune di Seregno ha attraversato una valutazione amministrativa tutt’altro che banale ed i cui contenuti non si esauriscono nel mancato provvedimento di commissariamento per due anni, ma sottendono una realtà più complessa ed articolata”.

Un ampio servizio sul Giornale di Seregno in edicola questa settimana.

 

Turismo 2020
Top news
Glocal News
Foto più viste
Video più visti
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia