Una vita per gli altri

Coronavirus, lutto a Carate: è morta madre Adele

La missionaria aveva 81 anni. Aveva sconfitto Ebola e Aids: si è spenta all'ospedale di Tradate.

Coronavirus, lutto a Carate: è morta madre Adele
Caratese, 01 Aprile 2020 ore 14:56

Lutto a Carate Brianza per la scomparsa di madre Adele Pozzi, missionaria canossiana, colpita dal coronavirus.

Carate piange una missionaria esemplare

E’ morta madre Adele Pozzi, classe 1939, religiosa nata e cresciuta a Carate Brianza. La canossiana si è spenta all’ospedale di Tradate, in provincia di Varese, per le complicazioni legate al contagio.

La missionaria aveva speso la sua vita per aiutare il prossimo e, in particolare, i più poveri. Era stata in Brasile, a Sao Tomé e in Angola. Da qualche anno era rientrata in Italia e aveva preso dimora a Tradate nella residenza delle Suore Canossiane.

Aveva sconfitto Ebola e Aids, fatale il contagio da coronavirus

Nella sua lunga missione aveva combattuto e sconfitto l’Ebola e l’Aids ma nulla ha potuto contro il manifestarsi del coronavirus. In ventiquattro ore le sue condizioni di salute si sono aggravate fino al ricovero e alla morte in ospedale.

Nel 2010 suor Adele aveva festeggiato in città il cinquantesimo di professione insieme ai famigliari e ai coscritti della leva. Sulle pagine de “Il Volto”, il mensile parrocchiale, ringraziava i caratesi e la comunità.

«Questa – scriveva madre Adele – è la parrocchia nella quale ho sentito la chiamata del Signore. Qui è nata la mia vocazione: frequentando questa Chiesa, l’oratorio nelle sue varie attività… ai piedi della Madonna di San Bernardo. Faccio mie le parole di san Bernardo: “Tutto è grazia, tutto è dono del suo infinito amore”. Sì, è stato un dono nascere in una famiglia con dei genitori semplici, poveri, ma ricchi di fede e di principi morali, il cui esempio, non solo fatto di parole, ma soprattutto di testimonianza, ha trasmesso a noi loro figli i valori fondamentali della vita con tanto amore, bontà e saggezza. È stato un dono nascere in un paese cattolico, di persone semplici che vivevano la fede cristiana, con un grande amore per la propria terra, una forte solidarietà, dove ci si conosceva tutti come in una famiglia. Quanta grazia si è ingrandita nella missione per la quale sono partita nel 1968: Svizzera, Brasile, Africa. Quando sono rientrata, dopo circa vent’anni, in Italia l’ho trovata trasformata, si può quasi dire: terra di missione, dove il Signore mi fa toccare che “Gesù non è amato perché non è conosciuto”, come disse la nostra Fondatrice Santa Maddalena di Canossa.

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