A Vimercate

Coronavirus: situazione critica alla Rsa San Giuseppe

Un ospite e due persone esterne contagiate. Diversi i casi sospetti, ma i tamponi non si possono fare.

Coronavirus: situazione critica alla Rsa San Giuseppe
Vimercatese, 14 Marzo 2020 ore 15:47

Coronavirus: situazione critica alla Rsa San Giuseppe. Nella mattinata di oggi, sabato,  i vertici della Fondazione della Casa famiglia San Giuseppe Ruginello di Vimercate hanno diffuso un comunicato che dà conto di un ospite contagiato e di due persone esterne risultate positive.

La storica struttura di Vimercate ospita circa 120 persone Il comunicato è stato diffuso dalla presidente della Fondazione, Carla Riva.

“Adottate tutte le disposizioni”

“Si desidera aggiornare il territorio sulla situazione generale all’interno della Casa in merito all’epidemia
da Coronavirus, con la consapevolezza di appartenere ad un unico tessuto storico-culturale e certi
della vicinanza della città. Si premette che, in fase di prevenzione, la Casa ha adottato nel tempo tutte le disposizioni di volta in volta emanate dalle Autorità Sanitarie competenti in merito alla limitazione degli accessi, al monitoraggio degli ospiti ed alla tutela degli operatori. Anche ora sono in atto tutte le misure necessarie a proteggere gli operatori ed a limitare – per quanto possibile – la diffusione del contagio all’interno
della Casa”.

Situazione complicata da persone a stretto contatto

“Purtroppo trattandosi di una comunità i cui membri vivono necessariamente a stretto
contatto, ciò risulta essere ancora più difficile che all’esterno”, si precisa ancora.

Un ospite  e altre due persone positivi al Coronavirus

Già dal 5 marzo, con la comparsa dei primi sintomi sospetti per Coronavirus in alcuni ospiti della Casa – prosegue il comunicato della presidente –  era stata allertata ATS sia per quanto attiene il settore di governo e controllo delle RSA sia il Servizio di Igiene e Prevenzione Sanitaria (medicina preventiva delle comunità) con le quali si mantiene costante contatto. Era stato altresì informato della situazione il Comune di Vimercate nella persona del Sindaco, per tramite del quale siamo in stretto contatto con l’Unità di Crisi del Comune. Nel pomeriggio del 10 marzo è stata comunicata la positività al Test del Coronavirus di un ospite della Casa che era stato inviato in ospedale il 6 marzo. Si è inoltre a conoscenza che altre due persone (non operatori) che hanno frequentato la Casa sono risultate positive al test del Coronavirus. Per detti motivi, è stata adottata ogni misura di prevenzione possibile sia verso gli operatori che nei confronti degli ospiti”.

Gli operatori stanno facendo il massimo

Gli operatori della Casa stanno facendo tutto il possibile per garantire le migliori cure, la massima
attenzione e la migliore assistenza possibile compatibilmente con le circostanze.

Impossibile fare i tamponi e trasferire gli ospiti in ospedale

“Ci sembra opportuno – si legge ancora – riportare alcune disposizioni attualmente vigenti che indirizzano di fatto l’attività quotidiana in struttura.
1 – Non è possibile eseguire in RSA tamponi per Coronavirus né sugli ospiti degenti né sugli operatori della RSA. Come precisa la nota di Regione Lombardia del 10 marzo 2020 “L’effettuazione dei tamponi nasofaringei è indicata per i soggetti con sintomatologia respiratoria meritevole di ricovero, all’atto del ricovero…”.
2 – Non ci è consentito dimettere gli ospiti dalla RSA in questo frangente perché il possibile contagio va contenuto nell’ambito del luogo (domicilio) in cui è avvenuto il riscontro, così come previsto dai Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 e del 9 marzo 2020. Si tratta di una norma a tutela della salute pubblica.
3 – Attualmente l’accesso alle strutture ospedaliere è particolarmente difficile e contingentato, soprattutto per le persone con età superiore a 75 anni particolarmente fragili. Per altro la carenza di spazi e attrezzatture che ad oggi caratterizza i presidi ospedalieri metterebbe a serio repentaglio persone già molto fragili come i nostri ospiti”.

Difficoltà nel reperire mascherine e guanti

 “Come noto su tutto il territorio nazionale (ed internazionale) è presente una cronica mancanza di presidi di sicurezza (guanti, mascherine, ecc.) – prosegue ancora il comunicato – Riscontrate tali difficoltà, si è provveduto alla gestione più efficace delle risorse disponibili e si comunica che, in questo momento, le criticità in tal senso sono in buona parte superate. Si vuole per questo anche ringraziare molte organizzazioni del territorio che, nel momento di massima difficoltà, sono venute incontro alle esigenze della Casa, condividendo le scorte disponibili”.

Famigliari avvisati del possbile contagio

 “Sono stati inoltre avvisati tutti i famigliari venuti in visita nel periodo dal 24 febbraio al 5 marzo che non è possibile garantire loro l’impossibilità di avvenuto contagio anche se, in tale periodo, gli ospiti e gli operatori erano asintomatici – scrive ancora la presidente Riva –  Pertanto, a tutti coloro che sono stati nella Casa in detto periodo si suggerisce il monitoraggio giornaliero delle proprie condizioni cliniche ed un’ulteriore prudenza nei rapporti interpersonali. Si ringraziano tutti coloro che hanno fatto avere i molti messaggi di sostegno e solidarietà. La Casa si impegna a tenere informata la cittadinanza sull’evolversi della situazione”.

Le parole del medico responsabile del San Giuseppe

“Valutiamo quotidianamente la situazione clinica di ciascun ospite ed in caso di acuzie, tenendo conto
della condizione di base dell’utente, stabiliamo le azioni da intraprendere informando i famigliari e
condividendo le scelte terapeutiche – ha spiegato la dottoressa Patrizia Pagliari, medico responsabile della Casa Famiglia San Giuseppe – In funzione della prognosi, concordiamo con le famiglie l’eventuale invio in pronto soccorso tenendo conto che i presidi ospedalieri locali sono in sovraccarico e che le risorse disponibili in ospedale debbono essere utilizzate secondo precisi protocolli e priorità”.

Il direttore della Rsa chiede aiuti e preghiere

“Come per la Città di Vimercate e per l’intera Italia questo è un periodo molto difficile anche per la Casa Famiglia San Giuseppe che sta vivendo una vera e propria emergenza – ha aggiunto Roberto Zini, direttore della Casa Famiglia San Giuseppe – Tradizionalmente la nostra Casa è una parte viva e attiva della comunità Vimercatese e sappiamo che molti cittadini provano un sentimento di appartenenza e vicinanza a questa storica istituzione. Per questo motivo ci sembra giusto in questo particolare momento, condividere le difficoltà che stiamo vivendo con tutta la città, con i nostri Amici e Sostenitori, con tutti i singoli cittadini che sappiamo ci vogliono bene, ci pensano e dall’esterno ci sostengono sia con il loro supporto morale che con la loro preghiera”.

Il sindaco: “Situazione preoccupante, ringrazio il personale”

Il sindaco Francesco Sartini e la Unità di Crisi comunale sono sempre in contatto con la casa famiglia San Giuseppe e assieme alle associazioni del territorio stanno fornendo tutto il supporto possibile. Il primo cittadino si è detto seriamente preoccupato per la situazione e ha inviato  ai responsabili e agli operatori del centro questo messaggio: “Devo esprimere il mio incoraggiamento e il mio affetto per il personale della casa famiglia San Giuseppe che ancora una volta dimostra una grandissima professionalità e attaccamento ai propri ospiti e alla nostra città”.

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