Date che resteranno nella memoria

Dal 23 febbraio al 27 dicembre, dalla paura alla speranza

Il 23 febbraio si registrava il primo malato Covid al San Gerardo; il 27 dicembre il "Vaccine day", che ha fatto tappa anche all'ospedale monzese.

Dal 23 febbraio al 27 dicembre, dalla paura alla speranza
Cronaca Monza, 28 Dicembre 2020 ore 16:41

Dal 23 febbraio al 27 dicembre, dalla paura alla speranza. Il 23 febbraio si registrava il primo malato Covid al San Gerardo; il 27 dicembre il “Vaccine day”, che ha fatto tappa anche all’ospedale monzese.

Dal 23 febbraio al 27 dicembre, dalla paura alla speranza

“Scuole chiuse, locali pubblici con il coprifuoco, persone che assaltano i supermercati in cerca di generi di prima necessità. Uno scenario di guerra. Al fronte ci sono medici e infermieri che stanno combattendo contro un nemico subdolo, quel Coronavirus che tutti purtroppo abbiamo imparato a conoscere in queste settimane, ma soprattutto negli ultimi giorni. Di ora in ora i numeri del contagio si fanno più drammatici e le disposizioni per contenerlo più stringenti…”

Iniziavamo così, martedì 25 febbraio, uno degli articoli dedicati all’emergenza Covid, due giorni dopo che al San Gerardo di Monza era stato registrato il primo malato di Covid. A quella data in Italia c’erano stati sei morti, nel mondo 2.600. Sono passati poco più di 10 mesi, i morti in Italia sono oltre 71mila, nel mondo hanno superato il milione e 700mila.

“Da politici e amministratori (e non solo da loro) continuano ad arrivare inviti alla calma ‘nessun allarmismo’, ma quando nei supermercati oltre all’amuchina (ormai un miraggio) e alla candeggina cominciano a scarseggiare anche i beni di prima necessità pure chi non è ipocondriaco comincia a preoccuparsi. Siamo di fronte a qualcosa di sconosciuto e l’ignoto ci mette paura. Noi confidiamo in chi è al fronte, medici e infermieri brianzoli compresi, ai quali va il nostro grazie… in attesa di settimane migliori”.

Le settimane migliori che auspicavano dieci mesi fa potrebbero arrivare ora, grazie alle vaccinazioni. Questo anche se ci vorrà del tempo prima di poter vaccinare un numero sufficiente di persone per conseguire l’immunità di gregge.

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Ieri, 27 dicembre, al San Gerardo si è celebrato il “Vaccine day” e fra i politici e i sanitari intervenuti vogliamo ricordare l’infermiere Alessandro Manzoni. Perché se il primo uomo vaccinato nel Regno Unito l’8 dicembre scorso si chiamava William Shakespeare noi non potevamo essere da meno… ma non è questo il motivo.

L’intervento dell’infermiere Alessandro Manzoni, primo a sinistra. In foto anche il tre direttori generali brianzoli: Silvano Casazza (Ats Brianza); Nunzio Del Sorbo (Asst Vimercate) e Mario Alparone (Asst Monza)

Manzoni si è commosso durante il suo intervento. Ha ricordato che è stato tra i primi ad essere contagiato dal Covid, poi è rimasta contagiata sua moglie… Il rappresentante delle professioni infermieristiche, con la voce spezzata, ha reso omaggio a chi non ce l’ha fatta, ha avuto un pensiero per chi è ancora malato e ancora sta lottando contro il virus.

Non parole di circostanza, ma sentite, vissute. Parole spezzate di chi ha sofferto e visto soffrire e che, come tanti altri, oggi vede nel vaccino quella speranza per tornare alla “normalità” che in questi mesi abbiamo perso.

Da lui, come da tutti gli altri intervenuti, è venuto l’invito a vaccinarsi. Ieri a Monza il primo vaccinato è stato Matteo Cesana (nella foto che apre l’articolo con i tre direttori generali brianzoli, da sinistra; Silvano Casazza, Ats Brianza: Nunzio Del Sorbo, Asst Vimercate e Mario Alparone, Asst Monza), responsabile dell’Area dipartimentale Emergenza Urgenza della Asst Monza. Poi altri 49 hanno chiuso una giornata che resterà sicuramente nella memoria di tanti.

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