Denuncia i vicini per stalking, ma ora li deve risarcire con 30.000 euro a testa

I fatti nelle case comunali di via Bramante da Urbino a Monza.

Denuncia i vicini per stalking, ma ora li deve risarcire con 30.000 euro a testa
Monza, 28 Gennaio 2019 ore 11:34

Denuncia i vicini per stalking, ma ora li deve risarcire con 30.000 euro a testa. Nei guai è infatti finita la querelante, che si era mandata delle lettere anonime accusando però una famiglia residente nel suo stesso condominio.

Denuncia i vicini

Aveva denunciato per stalking un’intera famiglia, ma alla fine toccherà a lei pagare.  Protagonista dell’incredibile vicenda un’inquilina delle case comunali in via Bramante da Urbino a Monza.
La donna aveva raccontato di aver ricevuto una serie di messaggi ingiuriosi, ma in realtà se li era scritti lei. Motivo per cui in un lampo gli imputati, quattro persone, sono state assolte e la grande accusatrice è stata condannata al pagamento di 30.000 euro per ciascun imputato. Una mazzata. Una clamorosa svolta in un processo che, come abbiamo già avuto modo di raccontare,  è stato capovolto dalla perizia calligrafica che di fatto ha inchiodato la parte offesa, una donna di 68 anni.
La sentenza è stata emessa la scorsa settimana dal giudice del tribunale di Monza, Letizia Brambilla. Inizialmente erano 5 gli imputati, tutti dello stesso nucleo familiare: un 56 enne di Monza, la moglie 55enne, i due figli di 27 e di 24 anni e la fidanzata del primogenito. Presunte vittime un 78enne, la moglie 68enne e la figlia 48enne (costituitesi parti civili) oltre ad altri tre condomini, solo parti offese. Alla fine a rimetterci è stata l’accusatrice.
Soddisfatta l’avvocato Cristina Tomba, che col collega Roberto Beretta difendeva la famiglia accusata di stalking.
«Dopo due anni di patimenti – ha sottolineato – finalmente giustizia è stata fatta. C’è però la preoccupazione che per i miei assistiti non finirà mai, dato che vivono ancora nello stesso condominio in cui abita la loro accusatrice. Anche al giudice ho fatto presente che sono felici ma stremati, non dimentichiamo infatti che hanno dovuto subire due provvedimenti cautelari. L’assoluzione con formula piena ci soddisfa, ma la preoccupazione purtroppo resta».

Tutti i particolari della vicenda sul Giornale di Monza in edicola da domani, 29 gennaio 2019.