Cronaca
Lutto in città

Ha fatto crescere l’anima musicale della città: addio a Angelo Bellisario, maestro e uomo di cultura

Era arrivato a vivere a Monza alla fine degli anni ‘60 prendendo casa in via Ardigò con la moglie Emma.

Ha fatto crescere l’anima musicale della città: addio a Angelo Bellisario, maestro e uomo di cultura
Cronaca Monza, 01 Febbraio 2022 ore 11:01

Ha sempre amato profondamente Monza, tanto da dedicarle alcune delle sue celebri composizioni. Tutto il mondo culturale monzese piange la scomparsa del maestro e Giovannino d’oro Angelo Bellisario, compositore e storico direttore del Gruppo strumentale Città di Monza, morto venerdì scorso a 89 anni.

Ha fatto crescere l’anima musicale della città: addio a Angelo Bellisario

Originario di Ispica, in Sicilia, Bellisario era figlio del celebre direttore d’orchestra e compositore Giuseppe la cui musica ha influenzato anche il lavoro di maestri quali Rota e Morricone. Come da lui stesso raccontato nel corso di diverse interviste, abbandonati gli studi di giurisprudenza Bellisario aveva avviato la sua carriera artistica formandosi al Conservatorio di Losanna e successivamente al Verdi di Milano. Dove per tanti anni è stato anche docente di Composizione.

Quello per Monza, dove è arrivato alla fine degli anni ‘60 prendendo casa in via Ardigò con la moglie Emma, è sempre stato un amore senza pari. Alla valorizzazione degli eventi musicali in città ha infatti dedicato tutti i suoi sforzi professionali. Oltre agli innumerevoli concerti e alle lezioni - concerto organizzate in tutte le scuole dal 1983 al 2011 è stato stato direttore artistico della Rotonda di San Biagio, ove ha invitato i maggiori concertisti italiani, e dal 1973 ha diretto il Gruppo strumentale Città di Monza, da lui fondato e formato con professionisti di altissimo livello. Ancora a Monza aveva inoltre dedicate ben tre composizioni da lui composte: quella in omaggio a San Gerardo, quella alla Monaca di Monza e quella pensata celebrare la regina Teodolinda.

L'ultimo saluto giovedì scorso

Un impegno e insieme un ingegno che nel giugno 2006 sono valsi a Bellisario il Giovannino d’oro.  Un talento straordinario con all’attivo centinaia di composizioni e che fino alla fine non ha mai smesso di apporre note sullo spartito. Un indimenticabile maestro che la città ha voluto salutare per l’ultima volta giovedì scorso nella chiesa di San Gerardo (il santo da lui musicato), dove fra i banchi ha seduto anche l’ex sindaco e grande amica Rosella Panzeri. Nella speranza che ora, lassù in Cielo, sia a dirigere i cori degli angeli.

In edicola sul Giornale di Monza il ricordo dei figli e dello storico Ettore Radice.

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