Tragedia

Ha vissuto vent'anni a Seveso il 58enne ucciso a fucilate ad Arezzo: aveva assaltato la casa del vicino con la ruspa

Gezim Dodoli, arrivato in Italia trent'anni fa dall'Albania, per molto tempo aveva vissuto in Brianza (per qualche anno anche a Barlassina).

Ha vissuto vent'anni a Seveso il 58enne ucciso a fucilate ad Arezzo: aveva assaltato la casa del vicino con la ruspa
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Aveva vissuto oltre vent’anni a Seveso, dove tuttora abitano moglie e figli, Gezim Dodoli, il 58enne di origini albanesi vittima dell’omicidio avvenuto ad Arezzo alla vigilia dell’Epifania.

Aveva vissuto vent'anni a Seveso il 58enne ucciso a fucilate ad Arezzo

E’ infatti stato ucciso a fucilate dal vicino 53enne Sandro Mugnai dopo che, a bordo di una ruspa, aveva cercato di demolire la sua villetta. In base a quanto ricostruito, Dodoli, operaio albanese sposato e con due figli, era arrivato in Italia nel 1991, andando dapprima a vivere in Puglia, in provincia di Bari, per poi spostarsi a Nord, a Seveso, nel 1993. Nel 1998 era andato a vivere nella vicina Barlassina, per poi tornare a Seveso nel 2001, dove aveva vissuto fino al 2019, quando si era trasferito a San Polo ad Arezzo, in Toscana. Per un periodo moglie e figli avevano vissuto con lui, poi erano tornati a Seveso, in corso Isonzo, mentre il capofamiglia era rimasto da solo a San Polo.

Liti tra vicini sfociano in tragedia

Ultimamente si sarebbero inaspriti i rapporti con Mugnai, fabbro di professione e cacciatore per passione. Screzi, litigi e incomprensioni che giovedì sera sono sfociati nel tragico episodio. Intorno alle 20.30, Mugnai era riunito a tavola con la famiglia per cena quando ha avvertito dei rumori insoliti provenire dall’esterno: era il rombo dell’escavatore che si avvicinava, seguito da alcuni colpi alle finestre del primo piano e al tetto.

Con la ruspa cerca di demolire l'abitazione del dirimpettaio

Alla guida della ruspa di sua proprietà c’era il vicino, Gezim Dodoli, che effettuando manovre inconsulte all’interno del piazzale antistante le loro abitazioni ha dapprima danneggiato quattro autovetture parcheggiate, tutte di proprietà dei familiari del vicino e poi colpito più volte con la benna del mezzo le mura e il tetto dello stabile, provocando ingenti danni strutturali all’abitazione. Con la macchina agricola ha divelto la porta d’ingresso e danneggiato la struttura in volta dell’abitazione su due piani. In pratica stava cercando di demolire l’abitazione del vicino.

Ucciso con quattro colpi di pistola, arrestato il vicino

A quel punto Mugnai ha imbracciato una carabina regolarmente detenuta e dalla finestra ha esploso cinque colpi verso l’abitacolo, quattro dei quali hanno colpito mortalmente Dodoli. Il 53enne è stato arrestato dai Carabinieri del comando provinciale e della Compagnia di Arezzo, intervenuti sul posto insieme ai Vigili del fuoco, che hanno spento il motore dell’escavatore e fatto uscire in sicurezza le persone che si trovavano all’interno dell’abitazione, successivamente dichiarata inagibile. L’arma e i bossoli rinvenuti sulla scena del delitto sono stati sequestrati.  Mugnai è stato tradotto nel carcere aretino di San Benedetto con l’accusa di omicidio volontario. Il suo avvocato, però, ha avanzato l’ipotesi della legittima difesa, sostenendo che avrebbe reagito temendo per la sua vita e per quella dei suoi familiari, nel caso in cui la casa fosse crollata a seguito dei continui colpi dell’escavatore manovrato da Dodoli. E infatti qualche giorno dopo il gip ha convalidato l’arresto, ma ne ha deciso la scarcerazione, considerando che non ci sia pericolo di fuga, né che possa reiterare il reato.

La famiglia di Dodoli non rilascia dichiarazioni: "E' tutto nelle mani dei legali"

Una tragedia che ha certamente scosso anche Seveso, dove il resto della famiglia, appunto, abita. I familiari però, comprensibilmente sconvolti per quanto accaduto, dall’abitazione di corso Isonzo hanno riferito di non voler rilasciare dichiarazioni, limitandosi a dire che «è tutto nelle mani dei legali».

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