Economia ai tempi del coronavirus

I sindacati confederali contestano le decisioni del Governo

"Alcune attività consentite non sono essenziali. Il valore della vita e della salute non ha prezzo e non può essere barattato con nessuna ragione economica".

I sindacati confederali contestano le decisioni del Governo
Monza, 23 Marzo 2020 ore 07:33

I sindacati confederali contestano le decisioni del Governo. “Alcune attività consentite non sono essenziali. Il valore della vita e della salute non ha prezzo e non può essere barattato con nessuna ragione economica”.

I sindacati confederali contestano il Governo

I sindacati confederali non ci stanno  e contestano le decisioni prese ieri sera, domenica 22 marzo, dal Governo che, a differenza di quanto annunciato il giorno prima dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte  alle parti sociali e al Paese, ha preso decisioni che lasciano aperte ancora molte attività che le organizzazioni sindacali considerano non essenziali.

Il provvedimento assunto  assunto questa sera (in ragione delle forti pressioni esercitate dalle associazioni d’impresa, a partire da Confindustria, che anziché privilegiare la vita e la salute delle persone, hanno scelto ancora una volta il profitto e l’economia) inserisce tra le attività d’impresa da considerarsi essenziali una serie di attività di vario genere che di essenziale, strategico e
necessario in questa emergenza non hanno nulla, con l’effetto di ridurre ai minimi termini il
numero delle lavoratrici e dei lavoratori di aziende non essenziali che lunedì mattina (oggi ndr)
potrebbero rimanere a casa”, rimarcano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil della Lombardia, rispettivamente Elena Lattuada, Ugo Duci Danilo Margaritella.

“Il valore della vita non ha prezzo”

“Lo ripetiamo da settimane – continuano i sindacalisti –  così non si può! Il valore della vita e della salute non ha prezzo e non può essere barattato con nessuna ragione economica, lo stesso protocollo sottoscritto una settimana fa a difesa della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro non è stato ovunque applicato con rigore e puntualità.

“Se questo vale su tutto il territorio nazionale, con l’obiettivo di prevenire l’estensione
dei contagi, tanto più è vitale in Lombardia, dove si tratta di invertire ‘senza se e senza ma’ la
drammatica condizione della crescita costante dei contagi, dei ricoveri, dei morti che stiamo
subendo, tra cui sempre più lavoratrici e lavoratori.

“Per questo, nel raccogliere l’invito dei tre segretari generali nazionali di Cgil, Cisl Uil al
rispetto delle intese e alla mobilitazione generale nei settori di attività non indispensabili,
crediamo che sia necessaria già da domani una forte iniziativa delle RSU e delle strutture
categoriali territoriali affinché vi sia la chiusura delle attività aziendali non essenziali in questa
fase di emergenza”.

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