Dato che piove anche… dentro, da qualche giorno in biblioteca, ad Arcore, ti prestano anche l’ombrello: valido per il tragitto verso casa, ma eventualmente utile anche mentre scegli il tuo prossimo romanzo tra gli scaffali.
C’è chi dice che leggere apra la mente, ma ad Arcore, ultimamente, apre soprattutto gli ombrelli. Se il fascino di un buon libro è spesso legato all’atmosfera di una giornata piovosa fuori dalla finestra, la biblioteca comunale ha deciso di portare l’esperienza a un livello decisamente troppo realistico.
E via di questo passo… Tornando seri da quasi due anni, soprattutto nei giorni di pioggia, la biblioteca «Nanni Valentini» di via Gorizia vive letteralmente con l’incubo delle infiltrazioni di acqua dal tetto. Ne avevamo già parlato in un articolo del luglio del 2024, ma da allora la problematica non è stata ancora risolta; anche se l’assessore ai Lavori pubblici ha promesso che entro una decina di giorni finalmente inizierà il cantiere.

La presa di posizione del vicesindaco Belotti
“Senza entrare nel dettaglio purtroppo siamo incappati in problematiche relative all’assegnazione dei lavori – ha spiegato il vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici Lorenzo Belotti – Ovviamente il rifacimento del tetto è una priorità per la quale ci siamo attrezzati fin da subito. Infatti la gara d’appalto è stata fatta già un anno fa, ma riusciamo a dare il via ai lavori solamente ora per cause che non sono dipese da noi”.
Venerdì scorso, dopo giornate piovose, il personale della biblioteca, in accordo con gli uffici comunali, è dovuto correre ai ripari. Un’ala importante delle sale è stata dichiarata «off-limits» proprio a causa dell’acqua che cadeva dal soffitto. Non solo, perché per salvaguardare l’ immenso patrimonio cartaceo molti volumi sono stati trasferiti nelle aree asciutte della biblioteca, mentre altri scaffali sono stati ricoperti con i teli di cellophant.
I lavori di riqualificazione
E pensare che poco meno di due anni fa, nel marzo del 2024, ci fu un simbolico taglio del nastro per i locali rinnovati della biblioteca. I lavori di riqualificazione riguardarono la sostituzione delle tende con moderne pellicole atte a filtrare i raggi UV, la ritinteggiatura dei locali (da rifare viste le infiltrazioni sul soffitto), la riqualificazione di parte dell’impianto luci e il posizionamento della nuova segnaletica e dell’insegna esterna che omaggia Nanni Valentini, lo scultore a cui è intitolata la biblioteca stessa. Migliorie che stridono se si pensa che dopo qualche mese iniziò l’odissea delle infiltrazioni e che ora, quasi certamente, parte della biblioteca, a lavori terminati, necessiterà almeno di una nuova tinteggiatura.
Tornando all’iniziativa del prestito dell’ombrello, dicevamo, lo staff ha deciso di sfidare le nuvole con un’iniziativa brillante che, ad onor del vero, non c’entra nulla con gli allagamenti ma che, in realtà, si sposa bene con la situazione attuale: se il Comune non può aggiustare il tetto in un attimo, il personale della biblioteca può almeno evitare che i lettori tornino a casa fradici. E’ nato così il servizio di «ombrelli di cortesia».
Gli ombrelli di cortesia

Come funziona il servizio? Basta scegliere il libro e poi richiedere l’ombrello al banco prestiti. L’ombrello, proprio come un classico della letteratura, va trattato con cura. Il prestito dura 15 giorni con poche e fondamentali raccomandazione: riportalo pulito e asciutto e non lasciarlo nel box di restituzione esterna. Gli ombrelli vanno riconsegnati a mano ai bibliotecari. L’iniziativa, per quanto ironica, vuole essere un modo per stare vicini ai cittadini perché in fond, una buona lettura merita sempre un libro ben curato.

L’attacco del Pd
Nel frattempo anche il Pd arcorese ha attaccato duramente l’Esecutivo.
“Mentre si promettono grandi opere di cui nessuno sa e che non erano neppure oggetto del loro programma elettorale, la manutenzione ordinaria viene abbandonata – si legge in un post sui Social pubblicato dal Pd – Mancano interventi essenziali, manca personale all’Ufficio Tecnico, manca una visione delle priorità. Si fa il superfluo, si continua con gli annunci roboanti. Ma il necessario viene lasciato marcire, letteralmente, sotto l’acqua. Questa non è sfortuna, questa è cattiva amministrazione. E dopo cinque anni, le scuse non bastano più”.
