Gesto increscioso

“In Rsa hanno rubato la fede nuziale a mio padre appena morto”

Il figlio di Emilio Martinelli, Massimiliano, ha sporto denuncia ai Carabinieri: "Non incolpo nessuna, ma certe cose non devono succedere".

“In Rsa hanno rubato la fede nuziale a mio padre appena morto”

«Non voglio incolpare nessuno, però quello che è accaduto è un fatto increscioso, che non dovrebbe succedere».

Prova un misto di amarezza e dispiacere Massimiliano Martinelli, per tutti Max: al padre Emilio, residente a Meda, deceduto a fine maggio a 77 anni alla Rsa «Residenze Lentate», in via Fratelli Schiatti, è stata rubata la fede nuziale nel passaggio dalla stanza alla camera ardente della struttura, dove è stato sistemato e vestito dagli operatori delle pompe funebri.

Emilio Martinelli

“Hanno rubato la fede nuziale a mio padre appena morto”

«E’ morto il 31 maggio e il giorno stesso dalla camera in cui era ospitato è stato trasferito di sotto, per le operazioni di vestizione funebre – spiega Martinelli – Ebbene, in uno di questi passaggi gli è stata sottratta la fede d’oro su cui era incisa la scritta “Emilio 12.05.1973”, la data del matrimonio con la sua adorata Renata, morta nel marzo del 2022 a 66 anni».

Il figlio ha sporto denuncia ai Carabinieri

Stando alle dichiarazioni di Martinelli, che l’11 giugno si è recato alla Stazione dei Carabinieri di Meda e ha sporto denuncia per furto con destrezza, «la stessa direttrice della Rsa di Lentate sul Seveso mi ha confermato che prima di queste procedure, quando si trovava in camera, mio padre indossava l’anello d’oro».

“Non voglio incolpare nessuno, ma quello che è successo è un fatto increscioso”

Come detto, Martinelli non vuole incolpare nessuno, «anche perché c’è stato il passaggio di un gran numero di persone, tra inservienti, operatori della casa di riposo, medici, infermieri e addetti delle pompe funebri, ma sicuramente qualcuno gliel’ha sfilata dal dito». Al di là del valore economico, «aveva una grande importanza a livello affettivo, mi spiace non averla potuta conservare insieme a quella di mia madre».

Emilio Martinelli era stata lo storico gestore del bar della Sem

Sia Renata che Emilio erano molto conosciuti in città per essere stati i gestori del bar della Sem (Società escursionisti medesi), in via Cristoforo Colombo. Una coppia molto affiatata e unita sia nel privato che sul lavoro. I Martinelli dal 1991 al 2000 hanno accolto con il sorriso e una grande disponibilità chiunque entrava nel locale.

«Lo abbiamo fatto con passione, ci piaceva il rapporto coi clienti, coinvolgerli in tante iniziative – aveva raccontato Emilio al Giornale di Seregno – Organizzavamo tombolate in occasione delle feste, tornei di carte, promuovevamo le escursioni, il nostro era un punto di ritrovo per i medesi ma anche per chi proveniva dai Comuni limitrofi. E poi andavamo ogni estate in campeggio a Predazzo, sulle Dolomiti, e anche lì intrattenevamo i partecipanti».

Nel 2022 l’improvvisa scomparsa della moglie

Della loro gestione era entusiasta anche la Sem, che a distanza di tanti anni conserva uno splendido ricordo della coppia: «Erano davvero capaci di attirare le persone e di coinvolgerle». Poi i coniugi avevano dovuto lasciare l’attività e Renata aveva iniziato a lavorare come cuoca in un noto bar della città, dove è rimasta fino a quando è scoppiata l’emergenza Covid. Nel 2022 la sua morte improvvisa, dopo un malore in casa, ha lasciato sgomenti il marito, il figlio e tutti coloro che le volevano bene.

“Mi consola sapere che si sono ritrovati”

«Ora mi consola sapere che mamma e papà si sono riabbracciati – conclude Martinelli – Mi rammarica solo non poter custodire entrambe le loro fedi nuziali, simbolo di un amore puro e intenso».

La Rsa «Residenze Lentate», interpellata sulla vicenda, al momento non ha rilasciato alcuna dichiarazione.