Cronaca
Il racconto della mamma

Incubo bronchiolite, Dodo salvato in Terapia intensiva

Il piccolino di Monza è stato ricoverato a 15 giorni di vita. I reparti sono pieni

Incubo bronchiolite, Dodo salvato in Terapia intensiva
Cronaca Monza, 16 Dicembre 2021 ore 18:04

Reparti pieni, bimbi rianimati in ambulanza o intubati  e tanta, tanta paura per i genitori. Continua l'incubo bronchioliti  e anche al San Gerardo i casi quest'anno sono anticipati e molto più numerosi degli ultimi anni. Una situazione difficile che ha raccontato la mamma del piccolo Dodo, salvato in Terapia intensiva neonatale dopo 11 giorni.

Il racconto di una mamma

Vedere il proprio figlioletto neonato che respira male, con il petto pieno di macchioline rosso-bluastre e ascoltare la voce di un medico che gentilmente spiega: «Dobbiamo ricoverarlo» dopo essere passati in ospedale per un controllo di routine è un momento che sconvolge un genitore.
Dopo undici giorni di Terapia intensiva neonatale, il piccolo Dodo finalmente è tornato a casa tra le braccia della sua mamma Sara Grassi. Lo aspettavano, oltre al papà, anche gli altri tre fratellini.
Per tutti loro sono state due settimane molto complicate, condivise con i moltissimi genitori di bimbi piccoli che al San Gerardo si sono trovati nella sua stessa situazione: bronchiolite da virus sinciziale, l’incubo dei neonati quest’anno.

La sorpresa durante un controllo

Mamma Sara Grassi di Monza racconta quei momenti con la voce ancora visibilmente provata, anche e soprattutto per mettere in guardia gli altri genitori sui sintomi da non sottovalutare e per ringraziare i suoi «angeli», i sanitari della Tin del San Gerardo, non solo medici ma anche personale infermieristico, che hanno curato il suo Edoardo e sostenuto lei.
«Noi siamo stati fortunati perché Dodo è stato ricoverato subito all’esordio dei sintomi e non è stato necessario rianimarlo o intubarlo come purtroppo altri genitori coi piccoli ricoverati mi hanno raccontato sia successo a loro. E immagino lo spavento! - spiega - Dodo aveva 15 giorni quando siamo tornati in ospedale per un controllo di routine e lì abbiamo scoperto che quello che sembrava solo un brutto raffreddore preso dalla sorellina che frequenta l’asilo era purtroppo una malattia da non sottovalutare».

Bronchiolite, cos'è e come si cura

Edoardo, infatti, aveva una bronchiolite, un’infezione virale acuta che si presenta nei bambini di età inferiore ad un anno. Una malattia sempre esistita, ma che quest’anno ha fatto registrare un’impennata di casi, con un’anticipazione nel picco rispetto al solito. I sintomi sono rinorrea, febbre, tosse, respiro sibilante e difficoltà respiratoria.
«Per via del Covid siamo stati particolarmente attenti a non portare in giro Dodo, ma come per la maggior parte dei neonati ricoverati il vettore è un fratellino sui 3-5 anni che frequenta l’asilo. Mentre quest’ultimo non ha nulla più di un raffreddore e qualche linea di febbre, per i neonati la bronchiolite fa paura», spiega Sara Grassi. «Oltretutto la cosa che spaventa di più è il rapido peggioramento dei sintomi. Quando siamo partiti da casa Dodo respirava bene, ma nel giro di un’ora, arrivati al San Gerardo, le cose sono precipitate. Il respiro si è fatto “di pancia”, i capillari del petto si erano rotti e da lì è scattato il ricovero». E poi undici giorni isolati in Tin, con Sara sempre accanto al suo piccolino. «Ci si sente soli, ma per questo devo ringraziare il reparto della Tin, non solo hanno salvato mio figlio, ma hanno ascoltato me con una straordinaria empatia, sapevano dire la parola giusta e si ricordavano di tutti noi. Sono persone speciali».

Dodo è in ripresa, ma i reparti sono pieni

Ora Dodo è tornato a casa, sta bene, ma il decorso è un po’ lungo. «Ci hanno spiegato che succede ogni inverno ma quest’anno con un’incidenza molto alta, tanto che a un certo punto metà dei posti in Tin erano per bronchioliti e una volta saturato il reparto, chi arrivava in Pronto soccorso sentivamo che veniva trasferito a Milano - ha chiosato Sara - Da questo punto di vista, pur nella situazione di emergenza, si vede proprio che il personale del San Gerardo è encomiabile». Dodo, invece, circondato dall’affetto dei suoi cari è pronto per il primo Natale in famiglia.

Il primario rassicura

Ma forse si inizia a intravedere la luce in fondo al tunnel. «Finalmente dopo settimane davvero intense di emergenze i casi sembrano lentamente diminuire - rassicura Andrea Biondi, direttore della Clinica Pediatrica della Fondazione del bambino e la sua mamma al San Gerardo - Quest’anno in tutti i reparti pediatrici italiani ed europei, e il San Gerardo non è stato da meno, c’è stata una recrudescenza rispetto agli ultimi anni e di questo ancora non si conoscono le cause. A un certo punto nelle ultime settimane la metà dei posti letto disponibili dell’ospedale tra pediatra e Terapia intensiva neonatale erano occupati da piccoli pazienti con bronchioliti».
Aggiunge Biondi: «Capisco che un genitore che vede il figlio respirare male si spaventi, ma al San Gerardo con gli alti flussi e le terapie adeguate sappiamo gestire con successo questi casi. Lo facciamo ogni anno. Si tratta di un virus curabile, che nella maggior parte dei casi si può trattare in reparto e solo nelle situazioni più impegnative prevede il ricovero in Terapia intensiva». Per quanto riguarda la prevenzione, sono valide tutte le precauzioni standard che abbiamo imparato in pandemia, con particolare attenzione se c'è un fratellino più grande malato.

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