Insulti omofobi: il sindaco Allevi li condanna “senza se e senza ma”

Il titolare del Caffè Zucchi replica sui social ma viene bacchettato anche da tanti cittadini.

Insulti omofobi: il sindaco Allevi li condanna “senza se e senza ma”
Monza, 16 Gennaio 2019 ore 10:44

Insulti omofobi: il sindaco Allevi li condanna “senza se e senza ma”. Sulla vicenda del Caffè Zucchi, ieri alla ribalta nazionale, è intervenuto anche il primo cittadino di Monza dopo la presa di posizione del gruppo LGBT di Monza.

Insulti omofobi: la condanna del sindaco

“Mai avrei voluto dover intervenire e commentare un episodio del genere. Ma per la sua gravità e perché è accaduto nella mia città non posso esimermi dal farlo” così il sindaco Dario Allevi ha introdotto il suo commento all’accaduto, commento che qui riportiamo: “Mi riferisco al fatto, giustamente già balzato alle cronache nazionali, che un proprietario di un bar del centro di Monza si è permesso di offendere con insulti omofobi ed inqualificabili accompagnati da un livore del tutto ingiustificato due ragazzi che avevano semplicemente recensito online con qualche critica il suo locale”.
Quindi la presa di posizione: “Mi associo all’indignazione di tanti concittadini che si sono già espressi sui social ed esprimo la più ampia e totale solidarietà ai due involontari protagonisti della vicenda: se riuscirò a contattarli gliela manifesterò anche di persona.
Condanno ‘senza se e senza ma’ un comportamento vile che si qualifica da solo: incivile, maleducato, semplicemente INACCETTABILE!”

La replica del titolare del Caffé

Andrea Recusani, titolare del Caffé, ha replicato al post del sindaco con due diversi e corposi interventi. Nel primo, che gli ha procurato peraltro altre critiche, ha rimarcato tra le altre cose: “…Capisco – scrive rivolto al sindaco – che lei si preoccupa di Monza, di un potenziale danno di immagine, e fa bene, ma in realtà poi non c’è. Fa il suo lavoro. Io mi preoccupo del danno d’immagine e diffamatorio, e faccio bene, faccio il mio di lavoro, della mia attività, dei suoi lavoratori, e di tutti i soggetti, molti e compreso anche lo stato, quindi voi istituzioni al servizio dei cittadini, imprenditoriali, privati e statali che da questa attività attingono risorse vitali. Faccio bene ed è il mio dovere di amministratore di società d’impresa. Che mi obbliga a farlo, giustamente. Danno di immagine che questa persona fin da subito, e in maniera totalmente gratuita, infondata, nonché illegittima, ha provato ad arrecare senza probabilmente avere niente di più interessante da fare durante le festività Natalizie, festività il cui senso vero sicuramente non conosce, o ha dimenticato…”

I post sono  pubblici, chi vuole farsi un’idea più approfondita può leggerli.

 

 

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