Meda e Barlassina ricordano il loro angioletto

La lettera dei genitori del piccolo Christian a un anno dalla scomparsa: “La morte di un figlio crea un vuoto incolmabile”

Papà Raul e mamma Clara ricordano il figlio morto a soli nove anni per un osteosarcoma.

La lettera dei genitori del piccolo Christian a un anno dalla scomparsa: “La morte di un figlio crea un vuoto incolmabile”
Seregnese, 06 Novembre 2020 ore 15:33

«A un anno di distanza il dolore non è cambiato, lui è sempre il nostro primo pensiero quando ci alziamo e l’ultimo quando andiamo a dormire. Ci sono giornate in cui l’umore è a terra, altre in cui cerchiamo di farci forza e di andare avanti. Ma è spaventoso non sentire più il suono della sua voce dentro casa». A un anno dalla sua scomparsa, il 5 novembre 2019, papà Raul Ghislandi e mamma Clara Matacena ricordano il loro angioletto Christian Ghislandi, un bambino di Meda sorridente e coraggioso, pieno di entusiasmo e amante della vita, stroncato a soli nove anni da un osteosarcoma.

Un pensiero a Christian, stroncato a soli nove anni da un osteosarcoma

Un guerriero, anzi un «sayan», come lo hanno soprannominato i fratelli Alessandro e Alberto: il piccolo medese ha combattuto fino all’ultimo con forza, sperando di farcela e di tornare tra i suoi compagni di classe, alla primaria di Barlassina, e tra quelli di calcio, alla Polisportiva San Giulio sempre a Barlassina. Purtroppo l’osteosarcoma che l’ha colpito in maniera subdola e aggressiva non gli ha lasciato scampo, strappandolo all’amore dei suoi famigliari quando era nel fiore degli anni. Ha lasciato un vuoto immenso, una sofferenza atroce, come hanno spiegato i genitori aprendo il loro cuore in una lettera.

La lettera dei genitori

La morte di un figlio crea un vuoto incolmabile, qualcosa che non si potrà mai accettare fino alla fine dei propri giorni e con la quale si potrà solo imparare a convivere. Un dolore profondo, lacerante, totalizzante, che solo chi ha vissuto o sta vivendo in prima persona può comprendere davvero. Dietro alla morte di un figlio c’è la disperazione di una famiglia, l’infrangimento di sogni e progetti. Prima eravamo noi a insegnare a lui come stare al mondo, ora è lui che sta insegnando a noi come andare avanti. Comunque, se potessimo parlare con Dio gli diremmo: “Visto che di angeli ne hai tanti rendici il nostro”.

Il sostegno all’associazione “Insieme per Fily”

Ma se il dolore non può guarire può essere trasformato in qualcosa di positivo, diventare il motore che spinge a fare qualcosa per gli altri, per alleviare le loro sofferenze. E così è stato per i genitori di Christian, che hanno da subito appoggiato l’associazione misintese «Insieme per Fily», fondata da Antonio Finocchio dopo la morte del figlio Filippo a soli 15 anni. Anche lui, come Christian, era un promettente calciatore. Anche lui, come Christian, ha lottato contro l’osteosarcoma. «Ci siamo subito avvicinati alla Onlus e la sosteniamo tuttora – spiega Raul – In particolare vogliamo aiutarla a raccogliere fondi per portare sorrisi ai bambini ricoverati all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, attraverso giochi e varie attività. E vogliamo sostenere la ricerca contro l’osteosarcoma pediatrico, a cui “Insieme per Fily” contribuisce con un proprio protocollo. Vogliamo aiutare la dottoressa Cristina Meazza e tutto il suo staff, che si prodigano per salvare le vite dei bambini». In questo periodo la famiglia Ghislandi sta aiutando l’associazione con il progetto dei panettoni artigianali e del prosecco per Natale, con l’obiettivo di portare i doni ai bambini della Pediatria.

Il ricordo di Antonio Finocchio

«I genitori di Christian sono stati tra i primi a sostenere le nostre iniziative, ad esempio a Pasqua con la distribuzione delle uova di cioccolato – commenta Finocchio – Vogliamo ricordare Christian, un grande amico che ci ha lasciato troppo presto. Ricordo ancora la prima volta che l’incontrai, in ospedale durante l’attività di pet therapy quando distribuimmo le uova di Pasqua. Ci accolse con un grande sorriso, impossibile da dimenticare. Il nostro obiettivo è proprio questo: donare sorrisi e portare un po’ di felicità a bambini e ragazzi che hanno conosciuto troppo presto la sofferenza». Il piccolo Christian è stato ricordato giovedì 5 novembre alle 20.30 con una Messa nella chiesa San Giulio di Barlassina.

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