Le spacca lo specchietto e se ne va

Brutta avventura per una giovane a Besana. Ora la mamma cerca il responsabile

Le spacca lo specchietto e se ne va
Caratese, 21 Dicembre 2017 ore 17:58
Le spacca lo specchietto e se ne va. E’ successo ad una giovane studentessa lo scorso lunedì, a Besana. Ora la sua mamma vuole trovare il responsabile. L’autista del Suv che, causato il danno, se l’è data a gambe levate. Pubblichiamo di seguito la lettera scritta dalla donna al nostro giornale.

Specchietto “ko” e responsabile “volatilizzato”

Lunedì 18 dicembre, ore 18.10, circa, Besana, nel tratto più basso di via della Visconta, il viottolo che collega le località Visconta e Naresso.
Una utilitaria sta scendendo da Capriano di Briosco a Besana. C’è una ventenne che, dopo l’ennesima giornata in università, dopo aver rinunciato per mesi agli adorati allenamenti, sta andando a correre al centro sportivo di via De Gasperi. Conosce la strada a memoria, la percorre sempre con grande prudenza. Passa sul ponticello della Bevera, entra nel tratto più stretto della via. Viaggia a meno di 20 km all’ora, anche perché si è appena fermata a far strada a un furgone. Lei avrebbe avuto la precedenza ma il furgone pareva aver fretta e, nel dubbio…
In direzione opposta, da Besana, arriva un Suv. Va veloce, molto, troppo. Stritola lo specchietto sinistro dell’utilitaria. La guidatrice è sorpresa, sa di non aver commesso infrazioni, guida da due anni e le è già capitato qualche piccolo incidente, è stata tamponata, mai colpa sua. Si aspetta che qualcuno le si avvicini, chieda e fornisca dei dati, ha i moduli per la constatazione amichevole già pronti. Invece l’auto si ferma a oltre 200 metri di distanza, scende il guidatore, che – al buio, a distanza, sembra avere fra 30 e 40 anni. Non indossa giaccone, ha una maglietta stampata, forse a maniche corte, braccia e avambracci muscolosi e tatuati. Forse, racconta la ragazza. Perché lei non ha modo di vedere il guidatore faccia a faccia. Lui, da lontano, le grida: “La strada è stretta” e se ne va.
Niente nome, niente constatazione, nemmeno provare a chiedere se c’è qualche danno. Il Suv corre via, verso Briosco, il guidatore e un amico al suo fianco. Lasciano un danno di qualche centinaio di euro e una giovanissima donna sola, al buio, con l’auto decisamente menomata.

“Mi piacerebbe conscere questi signori…”

Mi piacerebbe conoscere questi signori. Che hanno giustamente definito “stretta” la strada, nel punto dell’incidente, ma hanno dimenticato che il codice prevede, in questi casi, il concorso di colpa: ogni danneggiato paga il danno altrui, non “chi s’è visto, s’è visto”.
Hanno detto di essere su un’auto aziendale. Sia l’azienda dalla quale, forse, a quell’ora erano appena usciti, sia le famiglie dalle quali (forse) a quell’ora stavano tornando possono essere proprio orgogliose di simili gentiluomini.
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