Legionella e polmonite in Lombardia: epidemia eccezionale, perché? Mistero svelato

Rimane un mistero come si siano potuti registrare tanti casi di contagio in così poco tempo.

Legionella e polmonite in Lombardia: epidemia eccezionale, perché? Mistero svelato
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Cosa sta succedendo in Lombardia? La diffusione del batterio responsabile della legionellosi è talmente anomala che sta diventando un caso di studio internazionale. Legionella e polmonite in Lombardia: prima il mistero della singola città di Bresso, nel Milanese, ora l’allarme in 9 Comuni fra Brescia e Mantova. Nel mezzo casi sparsi fra Milanese, Brianza e Lecco, tanto per non farsi mancare nulla.

AGGIORNAMENTO DELLE 17.30: MISTERO SVELATO, LA CAUSA SONO LE TORRI DI RAFFREDDAMENTO DELLE INDUSTRIE

Legionella e Polmonite in Lombardia: Regione fa il punto

Oggi pomeriggio a Brescia il punto della situazione con l’assessore alla salute di regione Lombardia Giulio Gallera. Ma qual è la causa? Si stanno battendo piste differenti, indagando sul territorio facendo campionamenti nel fiume Chiese, sugli impianti di irrigazione, le torri di raffreddamento e di abbattimento fumi. Ma il mistero resta purtroppo tale.

Gli accessi ai Pronto Soccorso di strutture pubbliche e private dei territorio di ATS Brescia e ATS Valpadana nella giornata di domenica 16 settembre, sono stati 33 (24 ATS Brescia e 9 ATS Valpadana). A fronte di tali 33 accessi vi sono stati complessivamente 21 ricoveri (tra cui un trentenne di Calcinato), mentre  40 sono le persone ad oggi positive alla legionella. Complessivamente risultano 191 i ricoverati. E i Comuni sono saliti a 9, con gli ultimi arrivati Calcinato e Bedizzole.

In tutto questo c’è stato anche un siparietto politico singolare, con protagonista il consigliere regionale leghista ed ex sindaco di Monza Marco Mariani che parlando di legionella portata dai legionari (ovvero dall’Africa) s’è sentito poi rispondere via Twitter dal virologo Roberto Burioni:

“La legionella è la malattia dei legionari e la salmonella è la malattia dei salmoni. Povera Italia” (leggi tutto su GiornalediMonza.it).

Non solo Brescia e Bresso

Ricoverati in gravi condizioni all’ospedale di Desio (Mb) un 78enne di Cesano Maderno e un desiano 89enne, ma sembrano esclusi collegamenti con i casi di Brescia.

La drammatica vicenda di Antonio Mandelli, 82 anni, storico e conosciutissimo titolare della Trattoria La Cava di Cernusco Lombardone, nel Meratese sembra anch’essa un caso isolato.

Però ci sono ancora due i pazienti ricoverati per polmonite da legionella a Monza: un 29enne bresciano e un 43enne proveniente dall’ospedale di Mantova sono al san Gerardo di Monza.

Ma un caso di legionella si è registrato anche all’ospedale di Abbiategrasso, nel Milanese, anche se la situazione si è poi risolta positivamente. Ancor prima dell’emergenza regionale, epilogo ferale invece a fine agosto per un anziano milanese in vacanza in Trentino.

A Bresso si cerca ancora il “colpevole”

Non si sa ancora quali siano state le fonti di diffusione del terribile batterio della legionellosi, che ha causato il decesso di 5 persone e il contagio di altre 47a Bresso. La buona notizia è che dal 31 luglio non ci sono stati altri contagiati.

Il punto è che a legionellosi si contrae attraverso il batterio della legionella, che però si trova in acqua: per ammalarsi bisogna inalare gocce microscopiche nebulizzate nell’aria (e in ogni caso, statisticamente, si ammala davvero comunque solo il 5% di chi le ha respirate, secondo i dati dell’Istituto superiore di Sanità).

Insomma, non è così facile entrare in contatto con la legionella. Ed è per questo che rimane un mistero come si siano potuti registrare tanti casi di contagio in così poco tempo, in Lombardia.

 

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