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Mazzette e corruzione, imprenditore veranese torna in libertà

Dopo 5 mesi agli arresti domiciliari Francesco Tallarita torna a piede libero

Mazzette e corruzione, imprenditore veranese torna in libertà
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Dopo 5 mesi trascorsi agli arresti domiciliari Francesco Tallarita, l’imprenditore 50enne di Verano Brianza finito al centro di un’indaginper corruzione e turbativa d’asta sui lavori di manutenzione per enti pubblici in Brianza, torna a piede libero.

 

Fine delle indagini

LProcura di Monza starebbe per firmare e inviare l’avviso di fine indagini, per poi decidere sulle eventuali richieste di rinvio a giudizio. Alcuni degli indagati che già pensano a patteggiare la pena o chiedere altri riti alternativi al processo. Tra i reati ipotizzati si sarebbe aggiunta a una presunta istigazione alla corruzione avvenuta a Monza, ma non si conoscono ancora gli estremi della vicenda.

Cinque indagati

A maggio scorso erano stati 5 in tutto gli indagati raggiunti da misura restrittiva con accuse di corruzione, turbativa d’asta, e falso (tutti ai domiciliari). Oltre al veranese Tallarita e a Bonasera, gli arresti avevano riguardato anche Angela Galbiati, cittadina biassonese, funzionaria dell'ufficio Lavori pubblici del comune di Pessano con Bornago, il caratese Giovanni Mancini, capo del Settore gestione territorio presso l'amministrazione di Biassono, e Stefano Buccino, architetto milanese, dipendente presso la Provincia di Monza e Brianza. 

Appalti per oltre 2 milioni di euro

Uno «spaccato criminale allarmante e inquietante» secondo gli inquirenti, quello emerso dall’inchiesta su Tallarita, incensurato, che avrebbe creato una rete di contatti grazie alla quale riusciva ad accaparrarsi molti appalti di piccola o media rilevanza (totale stimato due milioni e mezzo di euro, per un profitto illecito di circa 260mila euro: l’equivalente della somma che gli era stata sequestrata) attraverso tre società a lui riferibili, utilizzate a turno per aggirare il principio di rotazione di affidamenti.  Tecnici e funzionari «stabilmente asserviti» agli interessi del privato.

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