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Racconto

Parla la guardia che ha visto Denise Pipitone: “Ho fatto il possibile”

L'intervista rilasciata da Felice Grieco, che ha ripercorso quanto accaduto il 18 ottobre 2004

Parla la guardia che ha visto Denise Pipitone: “Ho fatto il possibile”
Cronaca Seregnese, 13 Aprile 2021 ore 17:13

Parla la guardia che ha visto Denise: “Ho fatto il possibile”. L’intervista rilasciata da Felice Grieco, che ha ripercorso quanto accaduto il 18 ottobre 2004.

Parla la guardia che ha visto Denise Pipitone: “Ho fatto il possibile”

“Ho fatto tutto il possibile per cercare di trattenerli, ma le forze dell’ordine sono arrivate troppo tardi. Continuo a pensarci, ma non potevo fare di più. Dopo anni non mi do pace”. A parlare è Felice Grieco, guardia giurata di 50 anni residente a Barlassina (prima a Lentate) e impiegata a Milano, che sostiene di aver visto Denise Pipitone nell’ottobre 2004, mentre si trovava proprio nel capoluogo lombardo sul posto di lavoro. La notizia della scomparsa della bimba, tornata recentemente al centro delle cronache nazionali, era molto recente: soltanto un mese prima infatti la piccola, che non aveva ancora compiuto quattro anni, era sparita da Mazara del Vallo, in provincia di Trapani, mentre si trovava nei pressi della casa della nonna.

“Aveva un cappuccio, ma era molto simile a Denise”

Il giorno che Grieco non potrà mai scordare è il 18 ottobre 2004. “Mi trovavo a Milano per lavoro, ero all’esterno della banca di via Ettore Ponti e il direttore mi chiese di allontanare alcuni rom, in particolare un ragazzino che suonava la fisarmonica e che arrecava disturbo ai clienti e al personale – racconta – Quando l’ho allontanato ho notato, non lontano, una donna della stessa etnia, che con sé aveva una bambina. Al primo impatto mi è sembrata molto simile a Denise. Mi ha insospettito perché faceva piuttosto caldo ed era molto coperta. Aveva anche un cappuccio in testa. Chiamai il 113 e vidi che il gruppo di rom si innervosì, ma i soccorsi non arrivarono. Vidi un segno sotto l’occhio, come quello della piccola Denise. Una rom la chiamava “Danàs” e lei rispose “Dove mi porti?”. Il gruppetto era gestito da un uomo dall’altro lato della strada. Erano un uomo, due donne, la piccola e il ragazzino con la fisarmonica”. Grieco ha spiegato di aver provato a intrattenere la bambina tanto simile a Denise: “Feci dei filmati senza farmi vedere e le chiesi se aveva fame. Mi disse che voleva la pizza. Parlava bene l’italiano a differenza degli altri. Ho cercato in ogni modo di prendere tempo, ma credo che la mia richiesta sia stata un po’ troppo sottovalutata, purtroppo: gli agenti sono arrivati un’ora e mezza dopo la mia chiamata”.

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