Prescrizione, avvocati Monza al ministro: “Incompetente”

Prescrizione, una vera e propria stroncatura all'indirizzo del ministro della Giustizia, Bonafede: "Incompetente, siamo sconcertati e imbarazzati"

Prescrizione, avvocati Monza al ministro: “Incompetente”
Monza, 20 Dicembre 2019 ore 13:51

Prescrizione, avvocati di Monza stroncano ministro Bonafede: “Incompetente”.

Prescrizione, il fatto

Una vera e propria stroncatura. All’indirizzo del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. Sotto la lente degli avvocati di Monza le novità che da inizio dell’anno riguarderanno la prescrizione. E il Consiglio dell’Ordine degli avvocati monzesi nella seduta ordinaria di ieri ha deliberato una vera e propria bocciatura nei confronti del Guardasigilli che da tempo ha messo sul tavolo le (contestate) novità sulla riforma della prescrizione e del processo civile.

Ministro contestato, la bocciatura di Monza

“Giusto e doveroso prendere una tale posizione”, ha rimarcato l’avvocato Carlo Cappuccio. Nel verbale della seduta del Consiglio si legge infatti: “Il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Monza esprime imbarazzo e sconcerto in merito all’ennesima dimostrazione di incompetenza ancora di recente manifestata dal ministro della Giustizia, tanto più in quanto avvocato”.

Prescrizione, l’attacco alla “politica”

Ma l’ordine ha lanciato un duro attacco anche alla “politica” non cercando certo giri di parole ed evitando qualsiasi possibile esercizio di dialettica e oratoria forense. “Siamo imbarazzati e sconcertati anche di fronte all’indifferenza/connivenza con cui le forze politiche stanno di fatto consentendo l’entrata in vigore della riforma sulla prescrizione e delle modifiche al processo civile entrambe al medesimo riconducibili”.

Prescrizione e processo civile, l’accelerata

A decidere il via libera alla riforma è stato un vertice sulla giustizia che ha dato anche il via libera all’avvio della prescrizione dal primo gennaio mentre la riforma delle intercettazioni targata Andrea Orlando dovrebbe essere corretta già questo sabato in un consiglio dei ministri che prorogherà la partenza della delega Orlando al prossimo due marzo. Niente rinvii dunque, come invece si era continuato a ipotizzare fino a ieri, anche alla luce deti tanti correttivi chiesti e messi sul tavolo dal Partito democratico. Se saranno fatti, verranno fatto “in corsa”.  La riforma della prescrizione sarà infatti nuovamente esaminata  l’8 gennaio, quindi 7 giorni dopo la sua entrata in vigore. Il Pd chiede alcune modifiche mentre Italia Viva di Renzi ne domanda la cancellazione totale.

Cosa cambierà

Ma cosa cambierà dunque? Quali le novità che stanno sconcertando gli avvocati e il mondo forense? Il testo prevede l’interruzione dei i termini di prescrizione dopo la sentenza di primo grado, sia in caso di assoluzione che di condanna e, in altre parole, servirebbe ad evitare che le lungaggini della Giustizia penale provochino la prescrizione dei reati, lasciando i colpevoli impuniti. Tuttavia per molti si tratta di una previsione inutile, dannosa e addirittura incostituzionale. Quella che per alcuni è una garanzia di punibilità, per altri è un tentativo maldestro con conseguenze nefaste. Secondo la disciplina attualmente in vigore, la prescrizione dei reati inizia a decorrere dal giorno in cui il fatto è stato commesso e non si blocca quando il giudice o il pm emettono i provvedimenti per assicurare il reo alla giustizia, cosa che invece accade ai termini di prescrizione in ambito civile. La riforma di Bonafede, invece, andrebbe ad introdurre anche per il penale lo stop alla decorrenza dei termini. In ogni caso la nuova disciplina si estenderà solamente ai reati commessi dal 1 gennaio 2020 in poi. Non è la prima volta che gli avvocati monzesi fanno sentire la propria voce in modo da lasciare il segno.

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